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Attualità domenica 02 aprile 2017 ore 12:15

"Un'eredità che è una bomba ecologica"

Un privato cittadino ha inviato a QuiNewsVolterra una lettera con la storia e delle riflessioni sulla discarica del Bulera



POMARANCE — Proteste, polemiche, raccolte firme. La diatriba sul futuro della discarica del Bulera pare non essere ancora giunta al termine. Un privato cittadino ha scritto alla redazione di QuiNewsVolterra per approfondire l'argomento e stimolare alcune riflessioni. 

Ecco di seguito la lettera integrale:

Ancora a proposito di discarica
Un po’ di storia

La discarica del Bulera, nasce nel 1982 per raccogliere fanghi e materiali provenienti dall’attività industriali della zona e la sua chiusura e’ stata programmata per l’anno 2009.
Nel 1999 la provincia di Pisa approva un progetto di ampliamento finalizzato alla chiusura definitiva della discarica.
Il 1-03-2004 la provincia autorizza la prosecuzione dell’esercizio della stessa fino a esaurimento.
Il 28-05-2010, a seguito di un protocollo di intesa, tra la provincia, il comune, la società chimica e i sindacati vieni dato corso ad un ulteriore progetto che prevedeva la colmatazione per ulteriori altri sei anni.
Nel frattempo tra il 2012 e il 2015 viene data l’autorizzazione a smaltire terre contenenti amianto.
Faccio presente che nel 2009 tutte le componenti politiche locali furono d’accordo nel chiederne la chiusura.
( La memoria storia e’ un bel problema!!!!!!!!!) E parte dei programmi della campagna elettorale verteva proprio su questo argomento.
Oggi la SCL presenta la richiesta di un nuovo progetto di ampliamento e l’intestazione e’ veramente un programma di per sé : “ Riprofilatura della discarica di Bulera e sua integrazione nel quadro paesaggistico” che prevede l’apporto di più di un milione di tonnellate di rifiuti tossici.
La Società ha iniziato l’iter di VIA e AIA presso la regione e ha espletato le procedure di legge:
-in data 07-10-2016 ha presentato in regione la richiesta;
-in data 10-10-2016 e’ apparso l’annuncio sul quotidiano La Nazione;
-il giorno 11-10-2016 alle ore 9 am, presso lo stabilimento di Larderello della SCL spa, in piazza Leopolda 2, e’ stata organizzata la presentazione pubblica del progetto, ai sensi della delibera LR 10/ 2010 art. 73 bis del D.G.R n°160 del 23/02/2015.
Il tutto sotto il silenzio assordante di tutti.
Ma il passaparola paesano, regionale, statale qualche volta funziona e il tam tam e’ passato come un segnale di fumo.
Era il 16 di novembre : nel giro di 10 giorni, i tempi erano limitatissimi, abbiamo raccolto 150 firme, da accludere alle osservazioni che avrebbero dovuto essere inviate alla regione, entro l’8 di dicembre 2016, che era anche un giorno di festa.
Per un paese come il nostro, San Dalmazio sono veramente tante. In seguito numerosi sono stati gli articoli apparsi nel giornali locali contro il progetto di Riprofilatura della discarica.
Una rappresentante di cittadini del paese e non ha avuto due incontri con il Sindaco di Pomarance: nel primo incontro ci è sembrato molto convincente “ la discarica deve essere chiusa definitivamente nei tempi e nei modi previsti dal Piano approvato dalla Provincia”; nel secondo un po’ meno convincente, in quanto i tempi previsti si erano allungati e Sue testuali parole, come da articolo apparso nella Nazione del 20 gennaio 2017 “ Una discarica non si può chiudere dall’oggi al domani, per la chiusura in sicurezza e la gestione post mortem serve un piano di decine di milioni di euro”.
Inoltre alla nostra richiesta di una assemblea pubblica per informare del problema i cittadini si e’ mostrato molto evasivo.
C’è da dire che la discarica può essere chiusa nei termini previsti per legge e che la SCL deve, sempre per legge, aver accantonato negli anni il denaro per metterla in sicurezza e controllarla per 30 anni, e dovrebbe per tanto, essere in condizione di avere le risorse necessarie per affrontare eventuali emergenze che dovessero presentarsi, cosa peraltro abbastanza probabile, in futuro.
Abbiamo apprezzato la netta presa di posizione del Sindaco di Volterra, Buselli, della Consigliera con delega alla frazione di Saline, Tiziana Garfagnini e dei cittadini del paese che hanno raccolto, in breve tempo, 160 firme, preoccupati dell’eccessivo andirivieni di camion che trasportano rifiuti pericolosi.
Mi riprometto di informare, in seguito su questo problema, perché ci sono ancora molte cose da dire e da fare, per esempio continuiamo a raccogliere firme contro il progetto e chiudo con qualche piccola riflessione:
1. A quelli che verranno dopo di noi lasciamo in eredità discariche che sono bombe ecologiche
2. Non si può scambiare ambiente lavoro
3. Il territorio non è una merce ma un bene della comunità
4. E’ un diritto dei cittadini essere pienamente informati dei problemi che li riguardano da molto molto vicino.

Gianfranco Ricci


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