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Attualità lunedì 26 gennaio 2015 ore 10:00

In commissione la moratoria sulla geotermia

Illustrate anche le modifiche al Paer, in linea con le osservazioni dell'Anci Toscana. Alle opposizioni non piace la sospensione di sei mesi per i permessi di ricerca



FIRENZE — Una moratoria di sei mesi al rilascio di permessi di ricerca, e relative proroghe, per la realizzazione di pozzi esplorativi. Questo il contenuto della proposta di legge anticipata giovedì 22 gennaio, nelle commissioni Ambiente e Sviluppo economico della Regione Toscana, presiedute rispettivamente da Gianfranco Venturi e Rosanna Pugnalini, entrambi del Pd. Lo si legge in una nota stampa del consiglio regionale.

LA PROPOSTA. Le “Disposizioni urgenti in materia di geotermia” inserite nel testo che l’assessore regionale Anna Rita Bramerini illustrerà a fondo nel corso di una prossima riunione, pongono un “limite alle richieste al fine di evitare rischi per la sostenibilità ambientale e socioeconomica dei territori interessati”. 
La proposta, illustrata dallo stesso presidente Venturi, tiene inoltre conto del fatto che il “numero dei permessi di ricerca richiesti appare potenzialmente superiore a quello necessario per il proseguimento dell’obiettivo del burden sharing regionale" , ossia la percentuale di energia da fonti rinnovabili. Queto anche in considerazione del “consistente aumento” registrato e dovuto alla liberalizzazione dell’attività geotermica stabilito con decreto legislativo (n. 22 dell’11 febbraio 2010). 
Per “assicurare uno sviluppo equilibrato del territorio attraverso l’individuazione di un numero massimo di pozzi esplorativi e dei criteri per la loro distribuzione”, la proposta, che non comporta oneri finanziari, prevede un solo articolo diviso in due commi e stabilisce che la Giunta, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, individui con deliberazione “numero massimo di pozzi, parametri per operare e distribuzione sul territorio”. La “cautela, ratio ispiratrice della legge stessa” stabilisce inoltre (comma 2) che per sei mesi “sono sospesi i procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca, relative proroghe, atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi“ il tutto per “non compromettere in maniera irreversibile il territorio”.

IL PAER. La proposta, come dichiarato da Venturi, su espressa richiesta del governatore Enrico Rossi formulata in una lettera inviata ai due presidenti di commissione, dovrebbe “anticipare il Piano ambientale ed energetico regionale”, perché “garantisce uno sviluppo equilibrato”. Da qui, anche, la proposta di sostituire l’intero paragrafo sulla geotermia già presente nel Paer (pp 62-63-64) con un emendamento che risponde alle osservazioni avanzate da Anci Toscana.
La discussione e l’illustrazione complessiva sia stata rimandata ad una successiva seduta in cui sarà presente l’assessore Bramerini. Difficile, dunque, che la proposta di legge sia discussa nella prossima riunione del Consiglio regionale, prevista per domani, 27 gennaio; più probabile che arrivi nella seduta successiva del 10 febbraio.

IL QUADRO POLITICO. Il vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Agresti (Ncd) ha “anticipato il voto di astensione”. “Credo che la moratoria sia un forte segnale di debolezza della Giunta”, ha dichiarato. “È chiara ed evidente l’impossibilità di andare avanti. La Regione si è arresa alle pressioni e alle diverse richieste arrivate”.
Fortemente critico alla proposta di legge si è dichiarato Paolo Marcheschi (FdI): “Siamo al solito cerotto. La solita ed emblematica ipocrisia del non dire cosa si vuol fare così accontentiamo tutti”. “La geotermia è una risorsa rinnovabile che se estratta bene non inquina e la Toscana è fortunata ad averla- si legge ancora nella nota - resta da capire se la Giunta intende ostacolarla o meno”, ha detto chiarendo anche che “agire in un quadro normativo nazionale equivale solo a farsi impugnare la legge, per l’ennesima volta”. Secondo Marcheschi il “prendere tempo della Giunta coincide, guarda caso, con l’imminente scadenza di legislatura”. “Eppure – ha continuato – esistono già due strumenti perfettamente operativi: il Paer e quindi la programmazione regionale che può dire quali sono le zone non idonee, e la Via”. “La valutazione d’impatto ambientale è lo strumento principe per tutelare il nostro territorio”. “La proposta di moratoria – ha concluso – è la strada sbagliata. Si è scelto di limitare le energie rinnovabili. E le indicazioni che ci arrivano dall’Europa si è scelto di trattarle su base politica, non seguendo l’unica strada possibile: dire dove le centrali non potranno essere mai fatte”.
Critiche sono state avanzate anche da Marina Staccioli (FdI) che si è interrogata sul “senso del protocollo d’intesa firmato nel 2007 che già conteneva una serie di studi e numero di impianti”. “È lecito dunque domandarsi cosa sia stato fatto in sette anni”. Anche Giuseppe Del Carlo (Udc) ha mosso dubbi: “Le concessioni sono soggette a Via. Non capisco l’utilità della legge” ha osservato riservandosi di approfondire ulteriormente il tema nel corso della seduta con l’assessore Bramerini.



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