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giovedì 05 dicembre 2019

Attualità sabato 26 novembre 2016 ore 10:30

L'istruzione volterrana ai tempi del clero

Seminario di Sant'Andrea

In passato il centro della città era lo scenario perfetto per un romanzo “di cappa e spada”, con strutture didattiche rigorose e di livello



VOLTERRA — Il Colle è sempre stato un luogo di studi, un’eccellenza per la formazione. Oggi, oltre ai licei e istituti tecnici, sono presenti alcuni corsi della Scuola Normale Superiore e del Collegio Sant’Anna.

Anche in passato, erano presenti strutture didattiche rigorose e di livello, tra questi il seminario vescovile, il conservatorio di San Lino in San Pietro, quello di San Giuseppe e il seminario di San Michele diretto dagli scolopi. Quest’ultimo fu il punto di riferimento della nobiltà e della buona borghesia, non solo toscana. Infatti, tra le personalità illustri che l’hanno frequentato come allievi o come docenti, anche Giovanni Mastai Ferretti, che sarebbe diventato papa col nome Pio IX, e padre Eugenio Barsanti, l’inventore del motore a scoppio.

La presenza dei convittori, delle collegiali e dei seminaristi era avvertita dai cittadini non solo come realtà acquisita, ma anche visiva. Sui Ponti, in via Guidi, nelle borgate, i “volterrani” ad interim si notavano per le divise, per le file ordinate, per la loro estraneità rispetto ai ritmi e ai luoghi di aggregazione della vita quotidiana degli abitanti.

I futuri preti, con le vesti talari preconciliari, erano una presenza quasi festosa nelle strade innevate della città o nelle competizioni calcistiche. Suddivisi in squadre, giocavano nel piccolo campetto adiacente al seminario di Sant’Andrea, cercando, in modo goffo, di ridurre l’ingombro delle tonache che ne limitavano i movimenti.

Presenza importante erano anche le iscritte al conservatorio femminile San Pietro che, con indosso dei baschetti color azzurro, richiamavano l’attenzione dei ragazzi del posto i quali, arrampicandosi sui muraglioni del Poggetto, cercavano di spiarle mentre si intrattenevano nel giardino del convento.

Immagini queste che rievocano le sequenze cinematografiche dei film di Federico Fellini o i disegni graffianti del grafico Siné o le immagine delle profferte di intesa dell’Egidio manzoniano con la Monaca di Monza.

Ancora oggi sono frequenti i raduni di coloro che hanno studiato a Volterra e che si ritrovano, dopo molti anni, per festeggiare e ricordare insieme una parte della loro giovinezza.

Un periodo, quello dell’età dei collegi, ormai tramontato ma che è rimasto fortemente inciso nella storia della città. 

Viola Luti
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