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lunedì 26 agosto 2019

Attualità venerdì 18 novembre 2016 ore 09:05

Le corse futuriste degli studenti volterrani

Le corse degli studenti negli anni 50

In passato, “gare automobilistiche” dei ragazzi delle superiori animavano la città. In ogni istituto si tenevano incontri di settore con esperti



VOLTERRA — Negli anni Cinquanta – inizio Sessanta, a Volterra, gli studenti erano una realtà radicata e numerosa. La loro presenza era, infatti, avvertibile sia per le loro attività artistiche e culturali, sia per l’inventiva di iniziative goliardico – atletiche.

In ogni istituto, in base al suo indirizzo, si tenevano incontri di settore con esperti esterni. Queste lezioni tematiche e di approfondimento erano rivolte agli iscritti, ma venivano estese anche all’intera cittadinanza. Il coinvolgimento della popolazione, diventava così un’occasione di crescita culturale e di integrazione della collettività.

Queste attività didattiche venivano, poi, intervallate da manifestazioni atletiche e di svago. Uno degli avvenimenti più attesi era “la corsa dei carretti” che rappresentava un momento liberatorio, di pura gioia sportiva.

I mezzi avevano caratteristiche decisamente artigianali: erano costruiti dai “tecnici” della scuola che li realizzavano utilizzando assi di legno per la carrozzeria, mentre le ruote erano costituite dai cuscinetti a sfera donati da qualche meccanico compiacente.

In genere, i periodi scelti per le competizioni erano l’autunno e la primavera per evitare i rigori dell’inverno che era caratterizzato, come sempre, sul Poggio, dalla tagliente tramontana e da abbondanti nevicate.

Protagonisti il movimento e la velocità, gli studenti volterrani sembravano i soggetti animati di un’opera di Giacomo Balla. Come concerti futuristi, i suoni e i rumori meccanici scuotevano la pace cittadina, diffondendosi attraverso le sue vie.

Così, una volta all’anno, la spensieratezza e l’allegria giovanile invadevano e animavano Volterra. Un’alternanza di attività ludiche ed educative che consentivano di trascorrere e di vivere, in maniera completa, il rapporto con la città.

Viola Luti
© Riproduzione riservata



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