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Attualità mercoledì 21 gennaio 2015 ore 19:19

Tre nuovi posti sperimentali al Santa Chiara

Saranno presto attivati i primi progetti di moduli a 'bassa intensità assistenziale' per anziani non autosufficienti presentati alla Regione



VOLTERRA — Una delibera presentata dalla vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi ed approvata nell'ultima seduta della giunta regionale stabilisce che siano presto attivati i primi progetti sperimentali di moduli a 'bassa intensità assistenziale' presso Rsa e strutture miste per anziani non autosufficienti. Progetti presentati da vari soggetti in seguito all'avviso pubblico emanato lo scorso luglio: complessivamente, a livello regionale, la sperimentazione riguarderà 23 progetti per 228 posti letto, compresi i 3 presso l'Asp Santa Chiara di Volterra.

L'Azienda USL5 e la Società della Salute Alta Val di Cecina avevano presentato in Regione il progetto per il Santa Chiara e saranno appunto tre i nuovi posti letto sperimentali attivati. Quello di Volterra è tra i primi 5 progetti a partire entro la fine di gennaio. Successivamente, si prevede entro il mese di febbraio, ne verranno attivati altri 18 con ulteriori 178 posti letto. La differente fase di attuazione deriva dal fatto che, mentre per i primi 5 progetti l'apposita commissione di valutazione ha verificato l'esistenza di tutte le prescrizioni necessarie, per gli altri 18 ha stabilito la necessità di presentare, da parte dei soggetti proponenti, alcune integrazioni. 6 i progetti che non sono stati approvati.

La delibera ha inoltre approvato un set minimo di indicatori che serviranno a monitorare, in modo omogeneo, tutte le sperimentazioni che avranno la durata di un anno.

La vicepresidente Saccardi spiega in una nota che "i progetti in questione per ora riguardano gli anziani non autosufficienti, ma molte proposte arrivate riguardano sperimentazioni rivolte a persone con disabilità". "L'avviso prevedeva anche la presentazione di progetti rivolti ai minori, attraverso percorsi di accoglienza per ragazzi impossibilitati a vivere in contesto familiare, presso strutture idonee e con progetti educativi e di orientamento alla vita autonoma e di relazione – conclude Saccardi - il nostro scopo è introdurre in questi tre ambiti percorsi assistenziali capaci di dare una risposta flessibile, innovativa ed appropriata ai bisogni delle famiglie".



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