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mercoledì 20 novembre 2019

Politica giovedì 08 agosto 2019 ore 09:19

"Da Danti poca umiltà"

Paolo Moschi della lista civica Uniti per Volterra

Le critiche della Lista Civica Uniti per Volterra dopo la nomina del direttore del Persio Flacco. Prende posizione anche Marzio Innocenzi



VOLTERRA — "La nomina del nuovo direttore artistico del teatro Persio Flacco non è stata condivisa con l'amministrazione comunale." 

"Con queste parole - dice la lista civica Uniti per Volterra - che hanno il sapore di tempi antichi,e che assomigliano molto a una minaccia, l'assessore alle "Culture", o forse alla "monocultura" Danti, mette in guardia il nuovo Presidente Arcieri e l'Accademia dei Riuniti. Di fronte a questi toni noi non possiamo rimanere in silenzio. Ricordando che l'Accademia dei Riuniti non solo è una grande benemerita istituzione con 2 secoli alle spalle, ma che oltre ad essere privata è costituita da cittadini che vivono e respirano Volterra 365 giorni l'anno. Consigliamo pertanto maggiore umiltà all'assessore pisano, ricordando che egli non è stato votato dalla cittadinanza. Volterra non sarà mai una colonia pisana. E la cultura, a Volterra, va ben oltre il Teatro in Carcere, contro il quale non abbiamo nulla, ma che evidentemente viene valutato presso la nuova amministrazione comunale sotto un profilo più politico che reale. Difficile pensare a Volterra capoluogo della Cultura con queste premesse, e con il tentativo di monopolizzare la cultura. Noi non faremo sconti, e lotteremo affinchè in città rimanga la libertà di manifestazione e di espressione. Non esiste solo una compagnia a Volterra: sarebbe bene ne prendesse atto chi ad oggi vorrebbe far tornare indietro nel tempo le lancette dell'orologio".

"Dopo aver letto reazioni e controreazioni alla nomina del Direttore artistico del Teatro Persio Flacco, non posso non esprimere solidarietà alla Accademia dei Riuniti", dice l'altro consigliere comunale di Upv Marzio Innocenzi, che è anche socio dell'Accademia dei Riuniti:

"La antica istituzione, di cui mi pregio di far parte come socio, è proprietaria e gestrice del Teatro. Ha un suo statuto e suoi organi di direzione regolarmente eletti dai soci, che a loro volta rappresentano la gran parte della società economica e culturale della città. Per fortuna non vi sono entrati partiti o movimenti politici anche se ogni socio ha le sue idee e vi sono stati introdotti rappresentanti di altri enti. Lo scopo della Accademia è di mantenere vivo il teatro e le opere che non devono avere indirizzo politico ma devono attrarre per loro valore artistico. Quindi autonomia anche se a costo di sacrifici economici, perché non si ritorni all’antico “panem et circenses”, dove il potere decideva per suo interesse. Condivisioni o compromessi indicano perdita di autonomia."



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