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mercoledì 20 novembre 2019

Politica mercoledì 07 agosto 2019 ore 07:00

Teatro, Danti spiega le sue idee, Pv lo critica

Dario Danti

"La cultura non può essere relegata solo al semplice volontariato" dice l'assessore, che viene accusato di "presunzione" da Per Volterra



VOLTERRA — Non si placa la polemica sul teatro Persio Flacco a seguito della nomina, da parte dell'Accademia dei Riuniti, di Sandro Querci a direttore artistico. Una scelta, quest'ultima, che è stata criticata dall'assessore Dario Danti poiché non condivisa con l'amministrazione comunale.

Davide Arcieri, presidente dell'istituzione che regge il teatro da 199 anni, ha subito replicato difendendo l'autonomia dell'Accademia e la bontà della nomina. In particolare, Arcieri ha voluto precisare due aspetti: che dalla nuova amministrazione avrebbe ricevuto conferma che non ci saranno sostegni economici per il teatro, date le ristrettezze di bilancio, e che Querci ha accettato l'incarico a titolo gratuito. 

A questo punto Danti torna sull'argomento, esplicando "le idee dell'amministrazione comunale sul teatro e sul teatro Persio Flacco".

"Le idee che l’Amministrazione comunale ha sul futuro del Teatro in generale e anche del Teatro “Persio Flacco” sono chiare e precise - scrive l'assessore "alle 'culture' e non alla 'cultura' ", come ci tiene a puntualizzare lo stesso trattandosi di "una precisa scelta politica" -, peraltro già condivise ed esplicitate in varie occasioni. Il rilancio di tutte le attività teatrali è fondamentale per il futuro della città di Volterra. A nostro modo di vedere, la cultura non può essere relegata solo al semplice volontariato o alle elargizioni a fondo perduto di questo o quell’ente, ma deve pensarsi come azienda culturale, in continua osmosi con il tessuto cittadino, deve produrre occasioni di continua crescita artistica, essere di grande attrattiva oltre le mura e creare opportunità professionali in particolare per i giovani. Deve, sopratutto, diventare attrattiva di nuove economie e volano di nuove esperienze, fondamentali per la crescita e lo sviluppo del territorio. Lavorare per entrare in reti professionali a livello nazionale che portino economie e creino professionalità. E ancora, operare pensandosi parte di un sistema, che pur nelle tipicità e differenze, guardi ad un obiettivo comune: la valorizzazione e la promozione di Volterra nel mondo e il suo sviluppo economico". 

"In maniera diversa - conclude Danti - si rischia di alimentare circoli viziosi che portano poco lontano. Auspichiamo che la nuova gestione del Teatro “Persio Flacco” possa andare in questa direzione".

L'uscita di Danti, nel frattempo, è stata criticata dal gruppo consiliare di minoranza "Per Volterra". Che accusa l'assessore di "presunzione" e difende l'autonomia dell'Accademia.

"Ancora una volta - hanno scritto da Per Volterra - l'Assessore Danti si fa riconoscere in negativo e mostra sia la sua presunzione, che la non consapevolezza del contesto in cui vivono e operano enti e associazioni volterrane". Secondo la lista civica Danti, nel lamentare la mancata condivisione con l'amministrazione della nomina di Querci, "ha palesemente esplicitato quello che è il suo modus operandi, assecondato altrettanto palesemente dalla giunta e dal sindaco Santi: voler ingerire con i propri dictat anche in situazioni nelle quali la presenza del Comune non è richiesta (se non attraverso un rappresentante), né dovrebbe manifestarsi". 

"Danti dovrebbe apprendere che il compito del Comune non è quello di imporre ad associazioni autonome una condivisione camuffata da collaborazione a senso unico - hanno aggiunto da Per Volterra -, e che invece fa proprio questo quando scrive che la scelta del nuovo direttore artistico non è stata condivisa e quindi la 'fiducia reciproca in questa occasione è venuta meno'. Un po' come quando i bambini giocano ed il proprietario del pallone, se non vince, toglie il gioco a tutti. Questa non è condivisione, non è democrazia. Soprattutto nei confronti di un'Accademia indipendente dal Comune e da qualsiasi altro potere forte, che dovrebbe essere tutelata proprio da chi, come Danti è stato nominato (e non eletto) a ricoprire il ruolo di assessore alla cultura". 

"L'Accademia ha preso una decisione democratica tra chi aveva il diritto di prenderla - hanno concluso dalla lista civica -, senza ingerenze politiche, amministrative o peggio partitiche. Questi metodi apparterranno a Pisa ed al suo modo di collaborare, ma visto che fino ad oggi non appartenevano a Volterra, ci auguriamo che questo sia stato solo un nuovo scivolone e che Danti possa imparare presto che qui la libertà di scelta è una cosa seria".



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