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domenica 08 dicembre 2019

Cronaca venerdì 26 maggio 2017 ore 10:22

Escalation di furti nelle campagne

Ortaggi, macchine agricole, gasolio, rame: furti in crescita in provincia di Pisa. La denuncia di Coldiretti riguarda anche la Valdicecina



VOLTERRA — Escalation di furti nella campagna pisana. Altro caso di abigeato, l’odioso furto di bestiame, a danno di un’azienda di allevamento. Decimato il gregge: spariti in cinque mesi 40 capi tra pecore ed agnellini. 

A denunciarlo è Coldiretti Pisa che ha raccolto, nell’ultimo anno, numerose segnalazioni di furti e ruberie che spaziano dal furto degli ortaggi alle macchine agricole. Il furto nelle campagne, nelle aziende agricole e nelle cantine, è purtroppo un fenomeno in costante crescita e si accompagna spesso con la notte e la mancanza di controlli e vigilanza. In Italia, solo nel 2015, sono avvenuti 2.570 furti di attrezzature e trattori ed anche 490 casi di abigeato. Bande e gruppi di ladri, anche organizzati, vanno alla ricerca di mezzi agricoli, persino di olio, bestiame, macchine agricole ed utensili da lavoro facilmente rivedibili sul mercato nero. Poi ci sono tutti i piccoli furti di prodotti agricoli.

Non tutti i furti e le razzie sono però denunciate. “Gli animali rubati – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa - alimentano il fenomeno della macellazione clandestina particolarmente pericoloso anche per la salute dei cittadini, perché privo delle necessarie garanzie sanitarie che devono accompagnare il bestiame messo in commercio. Serve più controllo sul territorio, in particolare nelle aree più marginali dove i furti e i vandalismi sono più frequenti”.

“La campagna non può diventare terra di nessuno - spiega Aniello Ascolese, Direttore Coldiretti Pisa - dove insieme ai furti le aziende subiscono atti di vandalismo che in gran parte non vengono più neanche denunciati. Alla base di tutto ci deve essere il riconoscimento delle imprese e delle famiglie che operano e vivono in campagna quale tessuto sociale garante di una legalità diffusa, di una nuova inclusione sociale e di prevenzione della criminalità. Ci troviamo di fronte, secondo la Direzione Antimafia, ad una criminalità organizzata che incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perché, a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori”.



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