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domenica 08 dicembre 2019

Politica giovedì 01 agosto 2019 ore 15:15

Ferito portato a Cecina, la Asl spiega perché

Con una breve nota l'Azienda Usl Toscana nord ovest risponde alla richiesta di chiarimenti di Paolo Moschi. Ma la spiegazione solleva ulteriori dubbi



VOLTERRA — "L'incidente avvenuto due domeniche fa sulla SS68 a Saline era - hanno spiegato dalla Asl Toscana nord ovest - a dinamica maggiore, in soggetto con sospetto politrauma. In questi casi è prevista, da percorso regionale, la centralizzazione del ferito in strutture ospedaliere in cui sia presente una terapia intensiva. Per questo motivo il medico intervenuto sul posto ha deciso di trasportarlo all’ospedale di Cecina".

Questa la replica dell'azienda sanitaria ai dubbi sollevati dal consigliere comunale di Uniti per Volterra, Paolo Moschi ("Ferito portato all'ospedale di Cecina, perché?").

Una spiegazione che in parte chiarisce il caso e in parte solleva ulteriori dubbi tanto in UpV quanto nell'altra lista civica di minoranza, Per Volterra.

"L’iter del soccorso è indubbiamente corretto e non ci sono motivi di diversa interpretazione - ha commentato il dottor Marzio Innocenzi, anche lui in consiglio comunale per Uniti per Volterra -, ma dalla risposta fornita dalla Azienda si capisce senza dubbio che il Pronto Soccorso e l’Ospedale di Volterra non sono considerati idonei a prestare cure in casi in cui esista un sospetto di patologia maggiore, a causa della mancanza di una terapia intensiva. Questa inidoneità può esistere in ogni caso capace di evoluzione e porta a concludere nella rischiosità dell’ospedale di Volterra, a prescindere. Quindi che fa l’ASL, mantiene una struttura che per sua stessa ammissione non è idonea neppure a trattare e stabilizzare in sicurezza un trauma o come più volte e da più parti si è chiesto, fa qualcosa per dotarla di almeno due posti di terapia intensiva, cosa peraltro facilmente fattibile sfruttando quanto già esistente a Volterra?"

Preoccupazione è state espressa anche dalla lista civica Per Volterra. "Ci sembra che da quanto dichiarato - scrivono da Pv - emerga chiara la volontà di far apparire Volterra come impreparata, anche se in più occasioni la struttura e il personale volterrano hanno dimostrato che il pronto soccorso è perfettamente in grado di far fronte a situazioni emergenziale, anche di politrauma. Recentemente abbiamo assistito a casi di corretta e sostanziale stabilizzazione che hanno permesso di proseguire una trattazione specifica in ospedali di livello sovraordinato. Non ci dimentichiamo infatti che la centralizzazione espressa dal percorso regionale prevede, se mai, il trasporto per certi tipi di politrauma in Ospedali di altro livello, come Firenze, Siena o Pisa, ma non certo a Cecina"

"L'azienda ASL quindi - hanno concluso da Per Volterra -, invece di minimizzare il problema facendo generico ricorso alle previsioni normative ed indirizzando questi feriti in strutture ospedaliere in cui sia presente una terapia intensiva, se pur più lontane, dovrebbe investire sull'ospedale di Volterra e permettere una più veloce cura del paziente con sospetti o comprovati politrauma, nel caso questo sia possibile. Troppo spesso questa motivazione razionale e normativa è divenuta la giustificazione di decisioni che hanno fondamenti ben più strutturali e che potrebbero benissimo essere risolte strutturando nell'Ospedale di Volterra due o più letti di terapia intensiva polivalenti, come più volte abbiamo richiesto, aggiungendo potenziale a quello che già abbiamo".



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