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Attualità Giovedì 19 Marzo 2026 ore 18:30
La Compagnia della Fortezza in scena alla Pergola

Prodotto da Carte Blanche Ets Compagnia della Fortezza e Fondazione Teatro della Toscana, al teatro di Firenze, "Cenerentola", di Armando Punzo
VOLTERRA — "Cenerentola ha in sé tutte le possibilità, è uomo, donna, pianta, animale, è se stessa e allo stesso tempo oltre se stessa. È acqua, terra, fuoco, aria, è stella in un universo di stelle lucenti e pianeti spenti". Così Armando Punzo, drammaturgo e regista racconta lo spettacolo "Cenerentola. L'Arte, la scienza e la conoscenza", prodotto da Carte Blanche, Compagnia della Fortezza e Fondazione Teatro della Toscana, in scena al Teatro della Pergola, a Firenze, il 9 Aprile alle 19 e il 10 Aprile alle 21.
"Il quadro iniziale in cui è inserita Cenerentola - ha spiegato Punzo - ha i colori dell’arrendevolezza, quelli rassicuranti in cui tutti possono sentirsi rappresentati, quelli che ci inducono ad amarla senza conoscerla perché riconosciamo in lei la nostra condizione di uomini umiliati, sviliti, arresi, da noi stessi nel nostro essere matrigna, figlie e figliastra. La narrazione della sua misera esistenza sembra essere l’unica realtà possibile, quella senza scampo di una vita già scritta che viene da lontano e che proietta nel futuro il suo limite, la stessa che intuiamo in noi e per noi, anche se noi sappiamo che possiamo eccedere, ma abbiamo timore di frequentare i limiti della nostra esistenza. Ma nel riconoscere questa Cenerentola, sveliamo in noi il bisogno di alterità che chiamiamo arte, poesia, filosofia, bellezza, scienza, in un connubio che ci riporta alle origini delle domande dei primi filosofi sul mistero della vita e del mondo".
Un artista può assecondare il paradigma del suo tempo, può assumere in sé l’intero universo culturale in cui sente di essere immerso, oppure opporsi perché in questo sente il suo limite e il limite imposto all’uomo. "L’arte - ha concluso - non dovrebbe ridursi a mendicare accettazione, accoglienza e funzioni, non dovrebbe recedere dalle sue prerogative rivoluzionarie per compiacere un mondo, la società, e uomini che sentono minacciate le proprie certezze. Dovrebbe essere la favola del possibile. Dovrebbe essere la Cenerentola dalle mille potenzialità che si manifestano a contatto con il mondo".
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