Attualità Lunedì 30 Marzo 2026 ore 20:00
Le mura etrusche tra storia e foto di Dainelli

Torna "Anima di Volterra”, con la mostra dedicata alla cinta muraria di Volterra e agli scatti del fotografo recentemente scomparso
VOLTERRA — Torna il progetto "Anima di Volterra”: il 1° aprile riaprono i battenti i tre monumenti che si affacciano su piazza San Giovanni. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Battistero e l'Antico Ospedale, Centro Espositivo accoglieranno di nuovo i visitatori segnando l'avvio ufficiale della stagione 2026. Con quest'ultimo, che dopo la chiusura per lavori di manutenzione si prepara a ospitare un calendario fitto di eventi e mostre che animerà i prossimi mesi, confermando Volterra come punto di riferimento culturale del territorio.
Si parte mercoledì alle 17,30 con l’inaugurazione, al Centro Espositivo Santa Maria Maddalena, dell’esposizione fotografica "Oltre 7.000 Metri di Storia: Le Mura Etrusche di Velathri", iniziativa che si inserisce nel programma di celebrazioni a quarant’anni dal Progetto Etruschi 85-25 promosso dalla Regione Toscana, voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra spinta dall'entusiasmo del fotografo Damiano Dainelli, recentemente scomparso, che ha valorizzato visivamente con la sua opera spaccati significativi della storia della città, come l’imponente cinta etrusca protagonista assoluta degli scatti in mostra.
“Questa riapertura - ha affermato Cristina Manetti, assessora alla cultura di Regione Toscana - rappresenta un segnale importante per tutto il sistema culturale toscano, perché restituisce alla comunità e ai visitatori uno spazio di grande valore, capace di raccontare identità, storia e bellezza. La mostra è un esempio virtuoso di come il patrimonio possa essere valorizzato attraverso linguaggi contemporanei, rendendolo accessibile e vivo. Regione Toscana sostiene con convinzione iniziative come questa, che rafforzano il legame tracultura, territorio e sviluppo”.
Con un tracciato di oltre 7.000 metri, le mura dell'antica Velathri rappresentano una delle più grandi cerchie murarie etrusche mai realizzate: un'opera colossale i cui resti, ancora oggi, segnano il paesaggio di Volterra con la loro presenza maestosa. Costruita con massi ciclopici di pietra panchina locale, perfettamente combacianti, lavorati con precisione straordinaria, la cinta muraria racchiudeva un'area di 116 ettari e raggiungeva in alcuni punti i 10 metri di altezza. Il tracciato non era casuale: studiato per sfruttare la morfologia della collina su cui sorge la città, includeva sorgenti d'acqua, aree agricole e spazi capaci di accogliere e proteggere, in caso di necessità, anche la popolazione extraurbana. Le porte all'Arco e Diana ne sono oggi le testimoni più significative. L'esposizione di Damiano Dainelli, che restituisce un fermo immagine di quarant'anni fa, arrestando il passaggio del tempo sulle pietre millenarie, è un invito a riscoprire le mura etrusche di Volterra e a riconoscere un patrimonio archeologico unico al mondo, parte viva del tessuto monumentale della città ecustode di un'identità profonda, stratificata, irripetibile.
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