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Lavoro giovedì 12 novembre 2015 ore 19:00

Le strategie per il rilancio della Salina

L'esito del vertice in Regione: il piano industriale sarà presentato fra 20 giorni, intanto cauto ottimismo e unità di intenti per superare la crisi



VOLTERRA — Il mantenimento dei livelli occupazionali e la certezza che si continuerà a produrre sale nello stabilimento. Sono questi, come spiega Massimo Basilei responsabile di zona della Cgil, gli elementi positivi che potrebbero delinearsi per il futuro della ex Salina di Stato a Saline di Volterra, per la quale è in atto un rafforzamento dell'assetto societario.
Elementi annunciati dall'azienda durante l'incontro che si è svolto questa mattina, 12 Novembre, a Firenze nella sede dell'assessorato regionale alle attività produttive, sul futuro dello stabilimento, del quale al momento Locatelli detiene la maggioranza della proprietà, con una quota minoritaria in mano ad Atisale.
Al tavolo hanno partecipato: il consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini, rappresentanti della Provincia di Pisa, il sindaco di Volterra Marco Buselli e il consigliere Tiziana GarfagniniAtisale, Locatelli, le rsu dello stabilimento ed i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Presente anche il soggetto che si sta occupando della gestione finanziaria, attuale e futura, dello stabilimento Locatelli.

Una crisi quella della Salina legata sopratutto ad alcune criticità ancora esistenti sul fronte delle forniture di energia, ma al tavolo, come spiegano dalla Regione "è stata ribadita la volontà di tutti i soggetti coinvolti di garantire all'azienda un futuro significativo".

"Diamo una valutazione temporaneamente positiva dell'incontro - spiega Basilei - perchè l'azienda ha confermato la volontà di proseguire con l'attività  e ha delineato a grandi linee il nuovo piano di rilancio industriale, che però attendiamo di vedere".

Il nuovo piano per la Salina, che dovrebbe guardare lontano, fino al 2018, come annunciato stamani, agirà su tre fronti. L'abbassamento dei costi energetici attraverso gli investimenti sugli impianti, dato che l'azienda consuma molto ed è stata nel 2014 riconosciuta energivora; l'ampliamento e l'ammodernamento degli impianti di produzione con la sostituzione e l'acquisto di nuovi macchinari più moderni; l'innalzamento dei volumi produttivi fino ad arrivare all'obiettivo di 150mila tonnellate all'anno di sale.
"Oggi lo stabilimento produce intorno a 85-95mila tonnellate di sale all'anno - illustra Basilei - e l'azienda ha individuato il punto di pareggio intorno alle 115-120mila". Quindi ora siamo al di sotto del punto di pareggio anche per l'anno corrente, ma si prevede che dal 2016, con l'abbattimento dei costi e con l'innalzamento dei livelli di produzione, si raggiunga e si vada in attivo.

Secondo l'esponente della Cgil, dunque, due sono gli aspetti importanti emersi questa mattinai: "il mantenimento e anche il potenziale sviluppo dei livelli occupazionali, con la rassicurazione che non ci sono esuberi, e poi il fatto che sarà mantenuta l'attività produttiva, cioè si continuerà a produrre sale".

Ora tutto questo dovrà però concretizzarsi in un solido e concreto piano industriale, come spiega il sindaco di Volterra Marco Buselli: "ho chiesto, come altri, che presto ci sia un piano industriale vero e proprio ed un crono programma e che dopo si proceda senza indugi". La Regione convocherà fra una ventina di giorni un nuovo incontro con tutti i soggetti coinvolti in cui il business plan sarà dettagliato da Locatelli.

Buselli ringrazia "la Regione, ed in particolare Paolo Tedeschi per aver preso in carico senza perdere tempo, da quando lo richiesi, la delicata questione della Salina, che investe una molteplicità di aspetti complessi". "Sono sicuro che sindacati, istituzioni locali e regionali siano pronte, ciascuno nel proprio ruolo, ad affiancare progetti credibili - dichiara il sindaco - che non comportino riduzione di personale, mirino al rilancio e ad accrescere la competitività dello stabilimento, curandone gli investimenti e l'efficientamento, anche in termini di sicurezza". E progetti che "vedano nel sale ad uso alimentare, dato che la nostra è l'unica Salina in Italia di questo tipo, un'opportunità per il made in Italy e per il rafforzamento di un settore di eccellenza assoluta". 
Dunque uno degli obiettivi, oltre a salvare i 40 posti di lavoro attuali, è anche fare in modo che questa risorsa, del quale c'è un giacimento e che rappresenta un patrimonio naturale del territorio, continui ad essere sfruttato e valorizzato: è il sale più puro d'Italia e deve rimanere una produzione di eccellenza. 

Alessandra Siotto
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