comscore
QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
VOLTERRA
Oggi 17°25° 
Domani 15°22° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News volterra, Cronaca, Sport, Notizie Locali volterra
giovedì 24 settembre 2020
Giani
863.595
 
48.62%
Ceccardi
718.625
 
40.46%
Galletti
113.692
 
6.40%
Vigni
7.664
 
0.43%
Fattori
39.668
 
2.23%
Barzanti
16.061
 
0.90%
Catello
16.992
 
0.96%
corriere tv
Il maxi restauro ad Aquileia: la ricostruzione 3D della Domus di Tito Macro

Attualità mercoledì 26 ottobre 2016 ore 11:30

Le vecchie botteghe alabastrine mai dimenticate

Ambienti pittoreschi, patrimonio culturale di un'intera città. Ecco com'erano i laboratori dei mastri alabastrai e cosa rappresentano per Volterra



VOLTERRA — Le botteghe degli alabastrai erano molto pittoresche: oltre alla caligine dovuta alla “terra bianca”, i cappelli ricavati dalla carta di giornale, le sigarette tenute a bruciare vicino alle tavolette che sporgevano dal banco su cui lavoravano, contenevano di tutto. Sulle pareti erano frequenti i ritratti di leader politici e le pagine storiche di quotidiani di tendenza per ricordare i fatti salienti dell’identità italiana come la nascita della repubblica o l’attentato a Togliatti. Questo sentimento civile veniva affiancato dalle passioni sportive, che ruotavano attorno a campioni come Bartali e Coppi, espressione dei due “partiti” ciclistici degli anni dell’ante e del dopoguerra.

In quei laboratori, si parlava dei più svariati argomenti anche per la presenza di frequentatori esterni che avevano l’abitudine di passare il loro tempo libero con gli artigiani. Poteva essere continuata la discussione iniziata la sera prima in qualche sezione di partito, oppure, potevano essere commentati questioni e fatti legati al dibattito culturale, al cinema e alla musica, vista la passione degli alabastrai per le opere liriche.

Il poeta Antonio Guadagnoli, riferendosi al bar dell’Ussero a Pisa, disse di aver imparato di più “in un’oretta stando là/ che dodici anni all’Università”. Lo stesso può essere affermato a proposito delle botteghe alabastrine. Queste hanno, infatti, rappresentato un luogo fondamentale per l’identità e l’immagine di Volterra. Non solo perché l’economia della città ruotava attorno alla qualità lavorativa e all’estro creativo degli artigiani, ma anche perché si trattava di un ceto sociale che esprimeva i caratteri più consapevoli della realtà popolare. 

Viola Luti
© Riproduzione riservata



Tag
 
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Ultimi articoli Vedi tutti

Attualità

Attualità

Politica

Politica