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Attualità giovedì 18 marzo 2021 ore 15:19

Migliaia di interventi delle squadre Usca

Oltre 17mila gli interventi delle Usca in Valdera e Alta Val di Cecina. Il punto è stato fatto dalla Usl parlando dell'emergenza Covid



VOLTERRA — Dai giorni del picco della seconda ondata a metà novembre, fino ai primi di marzo del 2021, le nove squadre Usca operative in Valdera e nell'Alta Val di Cecina hanno compiuto 17mila interventi tra prese in carico, visite domiciliari, test e tamponi, in un territorio vasto e differenziato composto dai diciotto comuni di Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme Lari, Castelnuovo di Val di Cecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Lajatico, Montecatini Val di Cecina, Palaia, Peccioli, Pomarance, Ponsacco, Pontedera, Santa Maria a Monte, Terricciola, Volterra.

Una mole di lavoro portata avanti da due equipe territoriali in Alta Val di Cecina, quattro equipe territoriali in Valdera, cui se ne aggiungono due dedicate alle strutture di cure intermedie e una dedicata alle Rsa della Valdera.

Le equipe delle Unità speciali di continuità assistenziale (il cui acronimo è appunto "Usca") sono composte da 3 medici e 3 infermieri e si occupano di diagnosticare e assistere a domicilio casi di Covid probabili o accertati e rafforzare così gli strumenti della medicina sul territorio, facendo concentrare gli ospedali solo sui casi più gravi.

Dal 20 novembre 2020, quando in Italia c'erano 777mila positivi (il picco sarebbe stato raggiunto il 22 novembre con 805mila positivi) al 4 marzo 2021 le Usca della Valdera e della Alta Val di Cecina hanno gestito 3.030 prese in carico di casi, 2.540 contatti e consulenze telefoniche, hanno effettuato 1.953 visite a domicilio, 3.962 visite in Rsa, 163 visite negli alberghi sanitari, 3.270 visite nelle strutture di cure intermedie (quelle dove restano ricoverate le persone che non hanno più bisogno di essere curate in ospedale e che seguono terapie che non possono però essere somministrate a casa), hanno fatto 1.687 tra tamponi molecolari, test antigenici e test seriologici, 68 emogasanalisi, 258 ecografie polmonari e predisposto 64 ricoveri in ospedale.

"Grazie agli ecografi portatili ed agli emogasanalizzatori in dotazione ai medici e agli infermieri, le Usca possono infatti effettuare, direttamente al letto del paziente, esami ed analisi che in genere sarebbero fatti in ospedale. Tuttavia, in epoca di Covid, è determinate cercare di preservare i posti letto disponibili nei nosocomi ai soli casi gravi. Così, se una ecografia ai polmoni e un'analisi dello scambio tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue possono far capire con precisione se il paziente ha la necessità di un ricovero oppure no, questa azione di filtro gioca un ruolo determinante per consentire al sistema sanitario di reggere l'urto della pandemia", ha spiegato la Usl.

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