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venerdì 16 novembre 2018

Attualità giovedì 23 febbraio 2017 ore 15:10

Quando Buenos Aires adottò l'alabastro

La grande depressione degli anni 30 colpì anche Volterra. Dalla capitale argentina arrivò il vademecum su come affrontare i mercati esteri



VOLTERRA — Il crollo di Wall Street del ‘29 e gli effetti della grande depressione colpirono anche Volterra, in particolare la lavorazione dell’alabastro, che costituiva la principale fonte di reddito ed era la realtà economica e occupazionale per eccellenza della città. 

Tra le proposte per fronteggiare la crisi e proteggere imprese e posti di lavoro, anche alcune indicazioni provenienti da Buenos Aires che furono pubblicate sul numero 3 de Il Corazziere del 1933.

“Perché l’alabastro si imponga sui mercati stranieri sono indispensabili due capisaldi. Primo: Un solo luogo di vendita dell’alabastro lavorato a Volterra. secondo: Depositi e campionari nei più importanti centri commerciali del Mondo.”

Eliminare, dunque, la concorrenza a livello locale, la frammentazione e il corporativismo, per modernizzare la produzione e per imporre il manufatto sul piano internazionale.

La grande crisi creò, infatti, le premesse per un cambiamento radicale, non solo dell’economia, ma dell’intero sistema politico.

La disoccupazione, il crollo dei salari e della moneta, la penuria di molti prodotti spinsero molti paesi a cercare vie semplici verso la soluzione del dramma, determinando le premesse della seconda guerra mondiale.

Viola Luti
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