Attualità Martedì 07 Luglio 2026 ore 12:43
Scatti di luce, l'arte come cura e speranza

Al Museo Consortini una mostra fotografica con gli scatti degli ospiti della Rems e del fotografo Giacomo Doni
VOLTERRA — Una mostra fotografica come risultato del progetto Scatti di Luce promosso dalla Rems di Volterra. L'esposizione, dal titolo "La persistenza della luce" mette in dialogo le opere realizzate dagli ospiti della Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza e gli scatti del fotografo Giacomo Doni, in un percorso che invita a riflettere sul significato delle fragilità, delle difficoltà e delle ferite personali, riconoscendole non come limiti, ma come possibilità di cambiamento.
Inaugurata nei giorni scorsi al Museo Consortini di Volterra, resterà visitabile fino alla fine di Agosto.
Il progetto, spiega l'Asl nord ovest in una nota, mette al centro il valore dell'arte come strumento terapeutico, capace di favorire espressione, comunicazione e inclusione sociale, offrendo nuove opportunità di crescita alle persone che vivono situazioni di fragilità. A fare da filo conduttore è la celebre frase di Leonard Cohen: "C'è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce".
"La mostra 'La Persistenza della luce' – afferma Rita Scarselli, Ico del Dipartimento delle Professioni Tecnico Sanitarie della Riabilitazione e della Prevenzione – rappresenta il risultato del progetto 'Scatti di luce', promosso dalla Rems di Volterra, che ha coinvolto un piccolo gruppo di ospiti della struttura in un'attività riabilitativa esterna finalizzata allo sviluppo e al potenziamento delle abilità espressive, pratico-manuali e relazionali. Da sempre il personale sanitario della Rems, in coerenza con la legge di riforma, è impegnato nella costruzione di reti e percorsi di reinserimento all'interno della comunità. In questo caso il lavoro si è sviluppato attraverso la fotografia, consentendo agli ospiti di uscire dalle mura della struttura per confrontarsi con gli spazi aperti e ricchi di storia delle Saline di Volterra e delle Balze. Luoghi che hanno permesso di interpretare il tema della crepa e della luce attraverso il sale, elemento al tempo stesso corrosivo e luminoso, e attraverso un paesaggio in cui la frattura della terra non rappresenta un dettaglio, ma la sua stessa essenza, capace di rivelare una straordinaria bellezza".
"Un ringraziamento particolare – prosegue Scarselli – va al fotografo Giacomo Doni, che ha condiviso la propria esperienza nei luoghi dell'abbandono raccontando la sensibilità necessaria per avvicinarsi alla salute mentale delle persone accolte nella Rems, custodi di un mondo interiore fatto di sofferenza ma anche di ricchezza e speranza. Un grazie al sindaco Giacomo Santi, in rappresentanza del Comune di Volterra, e a don Francesco Spinelli, che da anni sostiene questa collaborazione. Un riconoscimento speciale va inoltre al personale sanitario coinvolto nel progetto – Denis, Cristina, Irene, Sharon e Alice – e agli ospiti che hanno realizzato le opere e curato l'allestimento con entusiasmo e grande partecipazione. Sono proprio questi momenti di normalità, condivisione e socializzazione ad alimentare la forza della cura e della riabilitazione. Strumenti come la fotografia diventano così parte integrante del progetto terapeutico individuale, offrendo un percorso di crescita, di riconoscimento delle proprie risorse e di rafforzamento dell'autoefficacia."
La mostra resterà visitabile fino alla fine di agosto al Museo Consortini, in Borgo San Giusto 83 a Volterra, con apertura al pubblico il mercoledì e la domenica dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 16.30 alle 18.30.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI















