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Attualità lunedì 18 maggio 2020 ore 09:54

"Dobbiamo esultare per un pugno di mosche?"

E' la domanda che si fanno dall'associazione Sos, riferendosi alle cure intermedie: "Si parla di territorio e non di ospedale"



VOLTERRA — L'associazione Sos Volterra è intervenuta per criticare nuovamente il sistema di gestione della sanità che ha portato cure intermedie all'ospedale di Volterra.

"Dobbiamo esultare per un autentico "pugno di mosche". Stiamo parlando delle cure intermedie. Un progetto che abbiamo chiamato in precedenza pure "arma di distrazione di massa", in primis perché si tratta di "Territorio", e non di "Ospedale", come ci è stato invece venduto. Ma quello su cui vogliamo far riflettere è proprio il contesto. Prima dell'era Covid, avere dei posti in più di cure intermedie, senza che venissero toccati i posti letto dell'Ospedale (ammesso che questo possa avvenire adesso o che fosse avvenuto prima, cosa impossibile dato il piano firmato), poteva essere considerato accettabile. Ma adesso, dopo che tutti si sono accorti che la sanità pubblica è stata definanziata per ben trentasette miliardi di euro in questi anni, mentre tutti i politici sono per questo con la cenere sul capo, con lo stanziamento appena approvato di tre miliardi e duecentocinquanta milioni di euro per Ospedali, medici, infermieri e assistenza territoriale, di cui ben "un miliardo e quattrocentosessantasette milioni di euro per strutturare almeno 3.500 posti di terapia intensiva in più e 4.225 di subintensiva, il 50 per cento dei quali potranno essere immediatamente riconvertiti in letti per pazienti da intubare", andare a strombazzare un cronicario e le relative assunzioni, come un potenziamento dell'Ospedale, è davvero oltre i confini di qualsiasi realtà". 

Da Sos hanno aggiunto: "Le misure del governo porteranno quindi strutturalmente a 0.14 posti letto ogni mille abitanti, la dotazione complessiva di posti di terapia intensiva, ma noi dormiamo fra quattro guanciali con le cure intermedie. Se facciamo un banale calcolo infatti, 0.14 per venti, ossia il corrispettivo delle ventimila anime presenti sul nostro territorio, fa 2.8. Almeno due, tre posti letto di terapia intensiva quindi. Esattamente ciò che da sempre Sos Volterra chiede".

"Dopo aver perso il treno dell'emergenza - hanno concluso - quindi, stiamo perdendo anche il treno dei pentimenti frutto di un sistema che finalmente riconosce gli errori capitali fatti finora. È finita qui? No, ma certo. C'è anche la beffa. C'è chi vorrebbe perfino far credere di non aver mai partorito il piano, tra l'altro varato appena prima dell'era Covid, che puntava al taglio di otto posti letto di chirurgia e ortopedia, facendoci scendere per la prima volta sotto quota 50 posti letto ed operando un declassamento. È paradossalmente solo grazie al Covid19 che non è così"



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