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Politica venerdì 11 giugno 2021 ore 10:00

"Su turismo e cultura poche idee e confuse"

Il gruppo Per Volerra attacca l'amministrazione comunale e, in particolar modo, gli assessori Viola Luti e Dario Danti: "Il brand naturale è Volterra"



VOLTERRA — "La Città e il territorio si sono rimessi in moto. I commercianti, le attività e l'iniziativa privata stanno faticosamente ripartendo per una nuova stagione. In Città c'è fermento, anche se a latitare è proprio l'amministrazione comunale, che invece di attivarsi e supportare, sembra avere ancora le idee confuse su come promuovere Volterra", scrivono dal gruppo di opposizione Per Volterra. Nel mirino del gruppo, guidato in consiglio da Roberta Benini, finisce l'operato degli assessori al turismo, Viola Luti, e alle culture, Dario Danti.

"L'assessora al turismo Luti non porta avanti alcuna comunicazione efficace - criticano dall'opposizione - e sembra essere più attenta a curare la propria immagine pubblica, piuttosto che a promuovere la Città, proponendo solo un'ammucchiata di slogan che, in un'incessante turbinio mediatico, appellano Volterra come Città dell'alabastro, Città del sale, Città della cultura, oppure come Borgo, con il logo Open e con mille altri nomi, che non individuano Volterra ed il suo naturale brand. È chiaro che si tratta di poche idee e molto confuse e che manca del tutto una programmazione efficace, a cominciare dagli eventi della stagione. In queste settimane tanti comuni turistici sono usciti con un calendario di eventi comunali, cercando di richiamare persone a visitare i loro luoghi. Ma questo non accade a Volterra, dove le associazioni sono lasciate da sole a decidere se portare avanti gli usuali eventi estivi". 

"Il Comune, che ha avuto un anno per programmare, non ci è riuscito - proseguono dalla gruppo Per Volterra -. Inoltre le attività che gli anni scorsi hanno fatto vivere Volterra anche nei mesi meno turistici sembrano scomparse, come ad esempio il mercato cinematografico, che è ripartito a livello nazionale ma, nonostante i roboanti dichiarazioni dell'ormai super assessore Danti retrocesso in gregario, con lo sportello cinema ha fatto sì che Volterra al momento sia di nuovo fuori dai circuiti importanti, annullando di fatto tutto quello che di buono era stato fatto negli anni passati. Emerge chiaro un disinteresse ed una mancanza di controllo e programmazione da parte di tutta la giunta, il cui prezzo purtroppo verrà pagato dalle attività e dalla Città, oggi lasciata a sé stessa". 

"La cultura, cavallo di battaglia di questa amministrazione, sta raggiungendo scarsi risultati, puramente mediatici e di promozione di alcuni assessori. L'idea della Città che si voleva promuovere per la Capitale italiana della cultura cozza con una città sporca e poco organizzata. Anche il titolo di Città Toscana della cultura sembra cucirsi male addosso a una Volterra le cui attività di promozione sono nettamente al di sotto di altre Città toscane. Gli assessori, assenti e distratti, possono ringraziare il fatto che Volterra (per il momento) dal punto di vista promozionale vive di rendita propria, e ci auguriamo che tra qualche anno il territorio non pagherà l'inefficienza di questo immobilismo organizzativo. Il turismo riparte e i visitatori ritornano a visitare la Città, ma dobbiamo essere consapevoli che questo è dovuto al nome che Volterra si è creata in tanti anni di storia e non certo alla mancata promozione di questo periodo. Il turismo, la cultura, la promozione, gli eventi così proprio non vanno. L'Ambito Turistico, che la stessa Irpet considerava tra gli ambiti più in crescita in assoluto, sembra sparito insieme al termine Etruria volterrana"

"L'aver voluto cambiare il nome in Valselsa Val di Cecina, sembra un po' come dimenticarsi della propria provenienza e non avere idea di dove si voglia andare - concludono da Per Volterra -: un po' come se il nome Ferrari fosse cambiato "macchina rossa dell'Emilia". Abbiamo un brand naturale che è Volterra ed invece ci ostiniamo, forse per compiacere qualcuno, a "vergognarci" di utilizzarlo. Eh no..... il turismo, la cultura, la promozione e gli eventi così proprio non vanno... o almeno così non dovrebbero andare".

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