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Attualità Mercoledì 18 Febbraio 2026 ore 07:52

Ddl Montagna, "Difendiamo i diritti della Val di Cecina"

I sindaci Graziano Pacini, Francesco Auriemma e Giacomo Santi

I sindaci di Volterra, Pomarance e Montecatini VdC presenti all'assemblea di Anci Toscana. ​”Essere qui non è una formalità, ma una responsabilità"



VAL DI CECINA — ”Essere qui non è stata solo una formalità, ma un atto di responsabilità verso le nostre comunità. Ci siamo uniti come una sola voce per esporre con chiarezza le fragilità dei nostri territori e, soprattutto, per difendere con determinazione i diritti e le necessità di chi vive e lavora in Val di Cecina”. E' la posizione espressa con chiarezza dai sindaci di Volterra, Giacomo Santi, di Montecatini Val di Cecina Francesco Auriemma e di Pomarance Graziano Pacini, all’assemblea di Anci Toscana dal titolo “Prospettive Comuni”, che si è svolta ieri a Palazzo Vecchio a Firenze e nel pomeriggio con la Consulta della Montagna, incentrata sulla nuova norma. Quella che i Comuni della Valdicecina chiedono di cambiare dopo la rivisitazione dei criteri per la classificazione dei Comuni montani contenuti nella nuova legge sulla montagna, che ha determinato l’esclusione dei loro territori, insieme ad altri della Provincia di Pisa.

”Le zone montane e dell'entroterra richiedono attenzioni specifiche e investimenti concreti. Ecco perché non smetteremo – hanno detto - di far sentire la nostra voce affinché nessuno venga lasciato indietro.
Anci Toscana ha preso l'impegno di portare ad Anci Nazionale e, attraverso la Regione Toscana nei confronti del Governo e della Conferenza Stato-Regioni, la ferma richiesta di mantenere le condizioni di "comuni montani" per i nostri territori”.

È stato ribadito insomma con fermezza un giudizio critico su una riforma che rischia di non tenere conto delle specificità geografiche, delle fragilità infrastrutturali e delle condizioni socio-economiche proprie delle aree interne e montane. Territori che, per loro natura, presentano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi, nella mobilità e nella tenuta demografica, e che proprio per questo necessitano di strumenti mirati e di un riconoscimento istituzionale coerente con la loro realtà.

“Il riconoscimento di Comune montano – ha aggiunto Santi - non rappresenta un elemento formale, ma costituisce una condizione sostanziale per garantire risorse adeguate, accesso a specifiche misure di sostegno e strumenti indispensabili per assicurare servizi essenziali ai cittadini e opportunità concrete al tessuto economico locale. È stato dunque sottolineato con chiarezza che nessuna eventuale misura compensativa potrà sostituire pienamente i benefici strutturali derivanti dallo status di Comune montano, sia per le amministrazioni sia per le imprese che operano in questi territori".


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