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Attualità Venerdì 13 Febbraio 2026 ore 18:00

Raccolta firme contro il decreto montagna

Volterra
Foto di: Piero Frassi

La petizione con già centinaia di adesioni chiede che i territori esclusi vengano nuovamente inseriti nell'elenco dei comuni montani



VOLTERRA — Prima la mozione per dire no all’esclusione di Volterra dalla lista dei comuni montani, proposta dalla maggioranza e approvata dal Consiglio nell’ultima seduta, poi l’assemblea pubblica a Palazzo dei Priori per analizzare la questione, dai criteri della nuova classificazione alle prossime mosse da compiere, compresa la Consulta montana che si riunirà, con l'appoggio di Anci Toscana, a Firenze, il prossimo 17 Febbraio. E ora la petizione online su change.org, promossa dal presidente del Consiglio comunale Lorenzo Lazzerini e dai capigruppo che in poche ore ha già superato le 230 firma. “Chiediamo – si legge nelle motivazioni - che i Comuni esclusi vengano nuovamente inseriti nell’elenco dei comuni montani”.

Il problema insomma è sentito e spiegato nel dettaglio anche nel testo che precede la raccolta firme. “Con la Legge n. 131 del 12 settembre 2025, il Comune di Volterra, insieme ai Comuni di Pomarance, Montecatini Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Calci, Buti e a molte altre realtà della Toscana, è stato escluso dall’elenco dei Comuni montani italiani. Una decisione che incide profondamente sull’equilibrio economico e sociale di questi territori, mettendo a rischio servizi scolastici, assistenziali e sanitari, oltre a compromettere la possibilità per gli enti locali di accedere a finanziamenti indispensabili per lo sviluppo, la coesione e la tenuta delle nostre comunità. Si tratta di una scelta che non colpisce semplicemente una classificazione amministrativa, ma che investe la dignità, la storia e le prospettive future di territori che hanno costruito la propria identità tra difficoltà, resilienza e senso di appartenenza”.

Così non c'è traccia di rassegnazione ma una dichiarazione di intenti e di lotta politica “per difendere questi territori, per scegliere – si conclude la petizione - con responsabilità il futuro”. Ed ecco il motivo del coinvolgimento, in forma democratica, dal basso, di tutti coloro che “vorranno sostenere le amministrazioni in questa battaglia, così come ci rivolgiamo - si chiude la petizione - agli enti, alle associazioni, al mondo del volontariato e alle forze politiche che credono nella tutela delle aree interne”.


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