Attualità Venerdì 10 Aprile 2026 ore 17:00
Tutti i segreti del "libro di pietra" di Nannetti

Una mostra dedicata alla valorizzazione dell'opera di NOF4, realizzata durante gli anni della sua degenza nel padiglione psichiatrico di Volterra
VOLTERRA — Fernando Nannetti, ha vissuto buona parte della sua vita internato in istituti e manicomi. In un cortile del Padiglione Ferri, nell’ospedale psichiatrico di Volterra, realizzò fra il 1958 e il 1973 uno stupefacente "libro di pietra": graffiti incisi su un muro e su una balaustra con la fibbia del panciotto, 180 metri di larghezza per 2 di altezza. Migliaia di scritte cuneiformi, numeri e disegni e l’autore si firmava Nanof o Nof 4 e si definiva "astronautico ingegnere minerario del sistema mentale", incaricato di trascrivere messaggi provenienti dallo spazio. Si deve all’infermiere Aldo Trafeli la decifrazione delle scritte e l’opera di sensibilizzazione rispetto al sito.
A uno dei documenti più straordinari dell'Art Brut, il graffito di Fernando Nannetti, è dedicata la mostra che sarà inaugurata sabato 11 Aprile, alle 17,30 al Centro espositivo Santa Maria Maddalena della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.
"Graffi prondi. Il Graffito di Nannetti Oreste Fernando (Nof4)" è proposta dall'associazione Inclusione Graffio e Parola, nata nel 2011, che, tra i suoi fini, la tutela e la valorizzazione dell'opera originale di Nof4, tanto da commissionarne nel 2012 e nel 2019 lo stacco e il restauro di ampie porzioni, con l'obiettivo di valorizzare e far conoscere al grande pubblico un lavoro che ha attraversato decenni di oblio prima di essere riconosciuto come patrimonio culturale di straordinaria rilevanza.
Il Centro Espositivo Santa Maria Maddalena ospiterà fino al 27 Settembre le sei porzioni del graffito staccate dal muro del Padiglione Ferri nel 2019, in seguito alle gravi condizioni di deterioramento causate da decenni di incuria. Un intervento di recupero urgente e necessario che ha permesso di salvare ciò che restava di un'opera in origine lunga 180 metri: un dispiegarsi di scritte e disegni che ricoprivano i muri del cortile del padiglione psichiatrico, a cui, vista la rilevanza internazionale nell’ambito di un’espressione artistica “irregolare” e “spontanea”, è stata dedicata una sala del Museo de l'Art Brut di Losanna, in Svizzera.
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