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lunedì 18 novembre 2019

Imprese & Professioni lunedì 05 agosto 2019 ore 10:05

Andrea D'Amico: una vita da procuratore

​Parafrasando una canzone di grandissimo successo firmata da Luciano Ligabue e dedicata al grandissimo Lele Oriali, quella di Andrea D'Amico è davvero una vita da procuratore



TOSCANA — Nato a Verona 55 anni fa, ha già passato più di metà dalla sua vita nel mondo del calcio in questo ruolo, diventando anche uno dei più giovani agenti F.I.F.A. nella storia dell'organizzazione.

Come racconta al Blog l'Insider, la sua vita è scandita da una serie infinita di impegni con viaggi intercontinentali per seguire i suoi assistiti come Sebastian Giovinco o Daniele De Rossi che proprio mentre stiamo scrivendo questo articolo ha firmato il contratto che per un anno lo legherà alla leggendaria squadra argentina del Boca Juniors.

L'estate è un periodo caldissimo per i procuratori dei calciatori ed ovviamente D'Amico, uno dei più importanti professionisti in Italia e non solo, sta seguendo le trattative dei giocatori che hanno scelto di affidarsi a lui. Per De Rossi che lascia l'Italia c'è invece Salvatore Bocchetti che dopo una lunga esperienza in Russia (sempre con la supervisione per le trattative proprio del procuratore veneto), torna in Serie A con il neopromosso Verona.

Qualche segreto di una vita da procuratore? In primis Andrea D'Amico è un fine stratega per i suoi viaggi intercontinentali visto che già da molti anni è un professionista per così dire davvero "globale". Studia al meglio gli orari per poter dormire durante il lungo tragitto aereo ed essere così pronto a dare il massimo negli incontri che lo aspettano in chissà quale parte del mondo.

E dove si svolgono meglio gli incontri? Secondo D'Amico a tavola, che sia per pranzo o a cena. Nel momento conviviale, i calciatori si sbilanciano maggiormente in merito a esigenze e richieste mentre i direttori sportivi si sentono più aperti nel confidare i propri bisogni e dunque si riesce a trovare con più facilità la famosa quadratura del cerchio.

Chissà dunque quante volte Andrea D'Amico avrà condiviso un tavolo in qualche ristorante di lusso in California dove all'inizio del 2019 ha passato quasi un mese per portare a termine la trattativa che ha portato Sebastian Giovinco dalla squadra canadese del Toronto fino addirittura all'Arabia Saudita, più esattamente al'Al-Hilal di proprietà del principe Mohammed Bin Faisal.

Un mese negli Stati Uniti per un contratto da 4 anni che ha garantito all'ex fantastista di Juventus, Parma ed Empoli la stratosferica cifra di 10 milioni di euro per ogni stagione da giocare nella Saudi Professional League dove, ne siamo certi, la "Formica Atomica" riuscirà davvero a fare la differenza. In Medio Oriente, ben prima del trend degli ultimi anni, il procuratore ha pure portato nel 2010 Fabio Cannavaro in una compagine calcistica di Dubai.

Andrea D'Amico non è conosciuto soltanto dagli addetti ai lavori visto che lo ritroviamo spesso nei salotti televisivi delle trasmissioni sportive con il suo fare impeccabile ed un'eleganza sempre raffinata e mai ostentata.

La sua lunga carriera costellata di successi ed esperienza a livello internazionale gli porta a fare esternazioni anche controcorrente che fanno discutere a lungo i tifosi. Tra le ultime dichiarazioni riprese da decine di portali Internet, ha fatto scalpore quella dedicata a Gonzalo Higuain. Secondo D'Amico, l'argentino messo da tempo sul mercato della Juventus, sarebbe il perfetto terminale offensivo per le caratteristiche di gioco del Napoli di Carlo Ancelotti. Soltanto un titolo dove compaiono assieme il Pipita e la società di Aurelio De Laurentiis ha subito fatto il giro dei social anche se in realtà il procuratore aveva dichiarato che il suo era un discorso sul piano puramente tecnico - tattico calcistico, avendo ben chiara l'incompatibilità ambientale tra Higuain, il già citato ADL e la stragrande maggioranza dei tifosi partenopei.

Che i procuratori siano decisivi nel gioco del calcio è così vero che proprio la F.I.F.A. ha deciso di varare una riforma che impone nuove regole al procuratore sportivo.

Tale riforma per la  verità ha come obbiettivo principale quello di garantire la trasparenza del sistema dei trasferimenti dei calciatori ma per far ciò sarà indispensabile il ruolo degli intermediari, quindi anche e soprattutto dei procuratori. 



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