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martedì 19 gennaio 2021

STORIE DI ORDINARIA UMANITÀ — il Blog di Nicolò Stella

Nicolò Stella

Nato in Sicilia si è trasferito a Pontedera a 26 anni e ha diretto la Stazione Carabinieri per 27 anni. Per sei anni ha svolto la funzione di pubblico ministero d’udienza presso la sezione distaccata di Pontedera del Tribunale di Pisa. Ora fa il nonno e si dedica alla lettura dei libri che non ha avuto tempo di leggere in questi anni.

Il maresciallo Rocca, ovvero Il Maresciallo

di Nicolò Stella - venerdì 06 novembre 2020 ore 21:00

Giovanni Rocca, al secolo Gigi Proietti, il maresciallo più maresciallo il “meglio” maresciallo d’Italia. Il Maresciallo ideale, tanto carabiniere da battere tutti gli “share” nelle serate di quel freddo 1996. 

L’ultima puntata della prima stagione riuscì a vincere anche contro Sanremo con sedici milioni di italiani incollati davanti il piccolo schermo. Sarà stata la sceneggiatura, sarà stata la regia, sarà stato il protagonista che hanno fatto si che nel paese nascesse una richiesta di marescialli. Il maresciallo Rocca non è altro che il maresciallo che vi è addormentato all’interno di ogni italiano. La richiesta che molti italiani fanno di volere un maresciallo in ogni angolo del paese è un nascosto desiderio di un maresciallo dentro a tutti Noi. Almeno così è per chi crede al gioco delle parti fra guardie e ladri naturalmente con esiti sicuri.

Confesso di avere invidiato il maresciallo Rocca per la sua capacità di avere a disposizione uomini e mezzi per una piccola Stazione dell’alto Lazio. La capacità di servirsi anche di motovedette d’altura, un elicottero sempre a sua disposizione e due motociclisti costantemente in sosta sul piazzale della caserma. Ho invidiato il maresciallo Rocca per la lunghezza dei capelli e per il modo con cui indossava lo sbilenco spallaccio con la pistola sulla natica, per la sua capacità di consolare i derubati e quella di chiudere un occhio o aprirli tutti e due al momento giusto.

Nell’anno della prima serie televisiva, vi fu una impennata di domande di ammissione al corso per marescialli, ritengo perché nella caserma del maresciallo Rocca si operava con serenità e senza alcun conflitto. La realtà di tutti giorni nelle caserme, quelle vere, può anche essere diversa ma la gente è affascinata da quelle piccole unità con sembianze di una famiglia.

Gigi Proietti è morto e con Lui è morto il Maresciallo Rocca. La mattina delle esequie la sua immagine in divisa è stata messa su tutte le prime pagine dei giornali. Una donna che in lacrime osservava la diretta televisiva dei funerali alla domanda cosa fosse successo, rispondeva: “è morto il maresciallo Rocca.”.

Nicolò Stella

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