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Attualità giovedì 26 febbraio 2015 ore 06:46

Day hospital chirurgico a rischio chiusura

L'allarme arriva dalla Cgil: manca il personale per tenerla operativa. E' già in atto una riduzione dei giorni in cui si eseguono interventi



VOLTERRA — "Un giorno alla settimana l'unità del day hospital chirurgico è già chiusa, per mancanza di personale, in futuro ci sarà proprio la chiusura di questo servizio, che prevede la realizzazione di piccoli interventi chirurgici in un giorno, dimettendo il paziente alla sera". Sono stati i lavoratori della Cgil a lanciare l'allarme sul servizio dell'ospedale di Volterra, durante una conferenza stampa svoltasi ieri pomeriggio, 25 febbraio, per la presentazione delle elezioni delle Rsu anche in Val di Cecina e nei Colli Marittimi Pisani, in programma in tutta Italia dal 3 a 5 marzo prossimi.

E' di venti giorni fa la notizia che il sindaco Buselli ha ricevuto rassicurazioni proprio sul day hospital chirurgico dal direttore generale dell’Asl 5 di Pisa Rocco Damone. E invece si parla di assenza di personale e di tagli già in atto.

Per il sindacato sull'ospedale manca "un progetto chiaro sul futuro della struttura, una politica di sviluppo, niente di quanto promesso è stato fatto e di fatto lo stanno portando alla chiusura per mancanza di personale medico, infermieristico, Oss e anche delle attrezzature, non solo in chirurgia ma in tutti i reparti". "L'ospedale di Volterra potrebbe essere una Ferrari, il problema è che non gli danno la benzina - dicono i lavoratori con una metafora - in sala operatoria si può operare, ma attualmente non viene acquistato ciò che serve per gli interventi. Il dottor Calvosa di ortopedia lavora sulla spina dorsale con interventi di chirurgia vertebrale ed i materiali necessari hanno costi elevati: c'è un budget per l'acquisto di quanto serve e una volta esaurito gli altri interventi che potrebbero essere eseguiti non si fanno". "In questo modo però - aggiungono - non si raggiunge il numero di posti letto, l'unico parametro che viene preso in considerazione per tenere aperto un ospedale".

"Il presidio ospedaliero, ma anche i servizi sanitari sul territorio sono per noi un sorvegliato speciale - spiega Sonia Antoni - abbiamo difficoltà ad avere una interlocuzione con l'azienda, vorremmo una attenzione maggiore e insisteremo".

Anche il sindaco di Volterra Marco Buselli era intervenuto ieri, 25 febbraio, in una nota sul nuovo decreto Lorenzin in merito alla riorganizzazione ospedaliera italiana in via di approvazione. "Serve una tutela geografica e territoriale - aveva dichiarato - Stato e Regione non possono guardare solo ai numeri". "Non mi sembra sia stata data alcuna attenzione alle aree periferiche e disagiate - secondo il primo cittadino - Faremo sentire la nostra voce il 5 marzo quando saremo ricevuti dal Ministero della Sanità, con l'associazione Comuni dimenticati".

Alessandra Siotto
© Riproduzione riservata


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