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Attualità lunedì 09 febbraio 2015 ore 19:58

Gelli porterà Montecastelli in Parlamento

"Questo territorio è stato sfruttato per 50 anni nella produzione massiva di energia geotermica, una fonte di energia che non è ne rinnovabile ne sostenibile"



CASTELNUOVO VAL DI CECINA — “Presenterò un'interrogazione parlamentare ai ministeri competenti per capire il perché delle concessioni date". Queste le parole, a proposito dei permessi di ricerca per la geotermia, di Federico Gelli, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Affari sociali e sanità.
Gelli ha incontrato sabato scorso presso la liuteria di Montecastelli Pisano frazione del Comune di Castelnuovo Val di Cecina i rappresentanti del Comitato 'Montecastelli Viva' che si oppone alla realizzazione di nuovi impianti geotermici nel territorio del piccolo borgo, interessato da un permesso di ricerca regionale, già concesso, e da uno ministeriale.
"Dobbiamo tutelare il territorio limitando ogni sorta di inquinamento acustico, ambientale, idrico - afferma il deputato - che sarebbe causato dall'eventuale realizzazione di questi nuovi impianti”.
“Questo territorio è stato sfruttato per 50 anni nella produzione massiva di energia geotermica – ha aggiunto il parlamentare – una fonte di energia che non è ne rinnovabile ne sostenibile e che ha dato occupazione,  ma anche danni ambientali e sulla salute degli abitanti". "Molti studi epidemiologici infatti, rilevano come il rilascio di vapore geotermico abbia causato l’incremento dell’incidenza di alcune patologie nei territori interessati - prosegue Gelli - le nuove concessioni rischiano quindi di compromettere definitivamente una della poche zone di questa parte dell’Alta Val di Cecina ancora integre e di grande rilievo paesaggistico, storico e naturalistico e dove in questi anni si è sviluppata una florida economia legata al turismo sostenibile e alle produzioni agricole biologiche e di qualità".
"Per questo motivo sarebbe una grande sciocchezza – conclude il parlamentrae del Pd – far naufragare tutto questo per costruire nuovi impianti che avrebbero sicuramente un impatto ambientale senza nessuna ricaduta economica sul territorio”.

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