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lunedì 09 dicembre 2019

Spettacoli sabato 14 giugno 2014 ore 13:05

La Compagnia della Fortezza in carcere con Santo Genet

Volterra Teatro 2014: è già possibile effettuare le richieste per l’ingresso nella Casa Penale fio al 10 luglio



VOLTERRA — La XXVIII edizione del festival VolterraTeatro 2014 è in programma dal 21 al 27 luglio con la direzione artistica di Armando Punzo e l'organizzazione a cura di Carte Blanche. Per questa edizione il Carcere e della Città saranno un solo grandissimo palcoscenico naturale, per unire luoghi, con pratiche artistiche e persone in un’unica grande opera d’arte.
Santo Genet è il titolo provvisorio dello spettacolo che si terrà in carcere a Volterra, in via Rampa di Castello 4, dal 21 al 25 luglio alle ore 15 con ingresso allo ore 14, in anteprima nazionale, proposto dalla Compagnia della Fortezza. La drammaturgia e la regia sono di Armando Punzo con gli attori della Compagnia.

E’ già possibile effettuare le richieste per assistere allo spettacolo della Compagnia della Fortezza e a tutti gli altri eventi in programma nel carcere di Volterra dal 21 al 25 luglio nell’ambito del festival. E' consigliabile già effettuare le richieste per l’ingresso nella Casa Penale, seguendo le indicazioni sul nuovo sito ufficiale di VolterraTeatro. Il termine per l’inoltro delle richieste è fissato per il 10 luglio.

Per quanto riguarda lo spettacolo Santo Genet, dopo il primo studio presentato lo scorso luglio, accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico, la Compagnia continua l’attraversamento dell’opera di Genet, l’autore francese che con le sue parole ha saputo più di chiunque altro strappare la bellezza al dolore, “creare buchi nella realtà”, trasfigurarla, immaginare collane di fiori lì dove c’erano catene, bellezza dove c’era orrore. Per l’occasione il carcere aveva ospitato le stanze segrete del castello di Irma. Innumerevoli specchi dorati inseguivano gli spettatori nei cunicoli densi di altarini, velluti neri, marmi, pizzi e fiori, obbligandolo al confronto con la moltiplicazione di rifrazioni e sovrapposizioni della loro stessa presenza. Ora il lavoro della Compagnia della Fortezza procede in direzione di una messinscena frontale, per trasporre, nello spazio fisico del teatro all’italiana, quella stessa atmosfera di rarefazione, per farne una sorta di santuario in cui celebrare il funerale del reale e il rito della nascita del possibile.



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