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Attualità martedì 21 aprile 2020 ore 11:00

Rinnovo Casanova, il progetto Solvay non convince

La concessione Solvay per l'estrazione di salamoia a Casanova

Solvay Chimica Spa ha chiesto di poter continuare ad estrarre salamoia fino al suo esaurimento. Per Arpat e Soprintendenza il progetto è poco chiaro



MONTECATINI VAL DI CECINA — La Sovay Chimica Spa ha presentato in Regione una richiesta di rinnovo per la concessione mineraria di Casanova, che si aggiunge a quella già nota chiesta per Buriano. Per Casanova la Solvay chiede "il rinnovo della concessione per l’estrazione di salgemma da una miniera autorizzata al fine di permetterne il pieno sfruttamento con un orizzonte temporale previsto di ulteriori 20-30 anni". 

"Tutto questo - hanno specificato dall'azienda chimica - senza modificare la struttura degli impianti e delle opere, i confini della concessione e gestendo l’impianto di estrazione tramite azioni di manutenzione ordinaria ed eventualmente straordinaria che si dovessero rappresentare necessarie".

Il progetto presentato a maggio 2019, assoggettato a Via (Valutazione di impatto ambientale) due mesi dopo, è stato integrato a novembre 2019. Ma Arpat e Soprintendenza lo ritengono ancora poco chiaro.

"Le controdeduzioni fornite dal proponente - così da Arpat il 9 aprile - continuano a non rispondere completamente alle richieste in merito agli impatti sulla risorsa idrica ed all’inquinamento acustico e non ne permette quindi una completa valutazione. Al fine di minimizzare gli impatti dovuti all’attività in oggetto, si ritiene pertanto necessario che al proponente sia prescritto di ottemperare alle “condizioni ambientali” dettagliate".

Pochi giorni prima anche la Soprintendenza aveva chiesto ulteriori chiarimenti e approfondimenti, ricordando che "le attività estrattive in funzione e dismesse rappresentano una delle principali criticità del paesaggio della Val di Cecina".

"Valutato che, per estensione e natura dell’attività in esame - così la Soprindenza a fine marzo sul progetto presentato da Solvay per Casanova -, per la collocazione nei dintorni rurali compresi tra Volterra e Montecatini Val di Cecina, in diretto rapporto di intervisibilità con i borghi e con le vedute panoramiche da e verso tali borghi, nonché per l’entità degli impatti causati sul paesaggio, quest’Ufficio ritiene che debba essere prestata la massima attenzione alle modalità di riqualificazione e ripristino delle aree estrattive esistenti una volta dismesse. In assenza di elaborati con valenza paesaggistica idonei ad illustrare gli impatti dell’attività rispetto ai valori del paesaggio e dei beni paesaggistici interferiti, e di una proposta di ripristino descritta, rappresentata, graficizzata, dettagliata per fasi temporali e compatibile con i caratteri di valore del paesaggio interferito, quest’Ufficio non è nelle condizioni di esprimere un parere per la procedura in oggetto".



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