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Attualità venerdì 10 luglio 2020 ore 10:22

Discarica Buriano, corretta gestione del percolato

Serbatoi per la raccolta del percolato
Serbatoi per la raccolta del percolato

Arpat ha fatto delle verifiche nel sito chiuso dal 2015. Richiesta una nuova semina e una persona sempre in servizio per fare i vari controlli



MONTECATINI VDC — La discarica di Buriano, in esercizio dal 1982 è attualmente in regime di gestione post-operativa da parte dell’Azienda Servizi Val di Cecina (ASV) Spa. 

Fino al 2015 vi sono stati conferiti Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e Rifiuti Speciali (RS) provenienti dai Comuni della zona: Volterra, Casale Marittimo, Pomarance, Montecatini Val di Cecina, Castelnuovo Val di Cecina e, saltuariamente, anche Guardistallo, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Riparbella e Castellina Marittima.

L’ultima Autorizzazione dello scorso mese di marzo 2020 prende atto della chiusura della discarica ed aggiorna l'AIA ai fini della gestione post operativa, iniziata quindi qualche mese fa; nell’atto sono riportate le condizioni/prescrizioni da rispettare, per evitare che la discarica possa inquinare le varie matrici ambientali ovvero acque sotterranee, acque superficiali, percolato, biogas, qualità dell’aria, parametri meteoclimatici, morfologia ed assestamenti della discarica. Ad Arpat spetta il compito di controllare il rispetto di queste condizioni/prescrizioni.

Durante l’ultimo controllo svolto dall’Agenzia è emersa la corretta gestione del percolato; quest’ultimo viene trasferito all’interno dei 3 serbatoi di raccolta da 100 m3 ciascuno, per poi essere conferito, con frequenza pari ad un’autocisterna a settimana, in impianti di depurazione esterni. 

Serbatoi per la raccolta del percolato

Serbatoi per la raccolta del percolato

La produzione di percolato, nelle discariche RSU, trae prevalentemente origine dall'infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. In misura minore è anche prodotto dalla progressiva compattazione dei rifiuti. Si tratta di un refluo con elevato carico contaminante caratterizzato da Ammoniaca, COD, Metalli pesanti, Salinità (cloruri e solfati).

Il controllo ha verificato anche il corretto posizionamento dei punti di campionamento delle acque superficiali e sotterranee. Durante il sopralluogo è stato accertato anche il corretto funzionamento della torcia di combustione del biogas.

La torcia di combustione del biogas

La torcia di combustione del biogas

Il conferimento degli RSU in discarica, a causa della frazione organica che contengono, comporta lo sviluppo e l'emissione di aeriformi di odore sgradevole che possono disturbare la popolazione dei dintorni. Tali maleodoranze sono da attribuire al biogas che si sviluppa all'interno della massa dei rifiuti accatastati durante la loro decomposizione e che si diffonde in atmosfera. La formazione del biogas si deve alla fermentazione anaerobica delle sostanze organiche putrescibili, che fanno parte degli RSU. In buona sostanza, non si tratta di un solo gas, bensì di una miscela, di cui la frazione più importante (50-80%) è rappresentata dal metano, seguito da lontano dall’anidride carbonica e, ancora da più lontano, dall'azoto; l'ossigeno è presente in bassissima percentuale. Il sistema presente presso la discarica e correttamente funzionante è costituito da captazione biogas-torcia e consente di eliminare i cattivi odori diffusi provenienti dalla discarica stessa.

L'ispezione ha messo in luce anche alcuni aspetti che necessitano di azioni di miglioramento da parte del gestore.

  • Nella parte alta della copertura definitiva, realizzata negli ultimi tempi, sono ancora presenti aree con assenza di vegetazione (vedi immagine a fianco) e a tal proposito è stata richiesta l’effettuazione di una nuova semina, non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno.
  • Presso la discarica è presente una persona per qualche ora al giorno per il controllo dei livelli dei pozzi, l’azionamento della torcia e per operazioni di ordinaria manutenzione. Al riguardo è stato richiesto che sia presente stabilmente una persona nell’orario giornaliero.

In sintesi è stato verificato il rispetto di quanto previsto nell’Atto autorizzativo. Gli esiti dell’attività di controllo, comprensivi delle richieste di miglioramento sopra menzionate, sono stati inviati alla Regione, in qualità di Autorità Competente.

La gestione post-operativa della discarica dovrà essere garantita per un periodo almeno trentennale e comunque fino all’accertamento, da parte dell’Autorità competente, dell’assenza di rischi per la salute e l’ambiente dovuti alla discarica, sulla base della valutazione degli eventuali impatti residui.

Tra le attività messe in campo per la verifica della corretta gestione post-operativa della discarica, l’Autorizzazione prevede che

  • dopo i primi 5 anni di monitoraggio dall’inizio della post gestione ed entro il sesto anno, il gestore debba presentare alla Regione Toscana e ad ARPAT uno studio relativo ai dati chimici ottenuti dalle analisi delle acque sotterranee;
  • dopo 30 anni (durata minima della gestione) sia condotto un accertamento dell’assenza di rischi per la salute e l’ambiente dovuti alla discarica.

Discarica Buriano

Discarica Buriano



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