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Attualità martedì 06 settembre 2016 ore 16:30

Aiuti terremoto, Fabiani scrive a Renzi

Renzi e Fabiani

Il giovane vicesindaco ha scritto al premier per sottoporre una sua idea: ogni Comune può donare un euro a residente utilizzando le risorse bloccate



POMARANCE — Inizia con il classico "Caro Matteo..." la lettera che il vicesindaco di Pomarance Nicola Fabiani ha inviato all'attenzione dello staff del capo del governo. Il motivo della missiva riguarda gli aiuti per il terremoto che ha devastato il centro Italia: "L’idea - ha spiegato a posteriori Fabiani - sarebbe quella di consentire a ciascun comune di donare un euro ad abitante residente utilizzando le risorse ingessate dalle rigorose politiche di finanza locale degli ultimi anni; perché in questi casi credo che si debba andare oltre alla solidarietà con aiuti concreti e tangibili, ovviamente per quei comuni che hanno i propri bilanci in regola. Per Pomarance si tratterebbe di seimila euro circa che comunque ci prendiamo l’impegno di donare a prescindere dall’esito della proposta".

Di seguito la lettera integrale inviata da Fabiani a Renzi:

"Caro Matteo,

      leggo sempre le tue e-news con piacere in quanto interessato alla vita ed alle sorti di questo nostro bel paese, considerandomi sulla "stessa barca chiamata Italia" in quanto a 22 anni mi sono ritrovato amministratore civico del mio Comune (Pomarance, con Larderello centro mondiale della geotermia). Oggi a 29 anni sono al secondo mandato con la carica di vicesindaco con delega a "un po' di tutto", come spesso avviene per gli amministratori nei piccoli Comuni, ma in particolare a bilancio, commercio, artigianato, turismo, ambiente, semplificazione ed efficientamento, Protezione civile.

Ho deciso di provare a scriverti, alla luce dell'ennesima tragedia del terremoto, per sottoporre alla tua attenzione quella che a mio avviso potrebbe rappresentare, da addetto ai lavori, una interessante proposta, per la quale però si rende necessaria una specifica azione di Governo. La mia idea è questa: per consentire anche ai circa ottomila Comuni italiani di contribuire direttamente ed in modo importante e concreto, seppur sempre facoltativo, ma anche proporzionale alla propria dimensione e capacità economica, si potrebbe consentire ai Comuni di utilizzare, per le donazioni alle zone colpite dal sisma, le risorse accantonate negli anni con l'avanzo di amministrazione. Avanzo spesso corposo perché di fatto quasi inutilizzabile, senza così gravare sul bilancio corrente ed al di fuori dei vincoli del patto di stabilità o comunque del complesso meccanismo del pareggio contabile.

Immagina se ciascun Comune aderisse donando ad esempio un Euro per ciascun abitante residente: considerato che in Italia siamo circa 60 milioni, il sistema dei Comuni italiani raddoppierebbe di fatto il primo stanziamento governativo senza alcuna difficoltà e, ne sono convinto, con grande partecipazione!

Inoltre, credo fermamente che anche in questi casi servirebbe agire maggiormente sulla prevenzione, concetto che insieme alla sostenibilità è ancora troppo difficile da attuare in Italia. Ad esempio incentivando anche le ristrutturazioni o le costruzioni antisismiche, così come avviene per gli interventi sul risparmio energetico, detraibili fino al 75 per cento.

Confidando nella tua attenzione ti auguro buon lavoro! Perché ce n'è davvero tanto bisogno... Considerato che un decreto che porta le ore giornaliere a 48 non si può fare, né tanto meno in grado di prevedere un terremoto purtroppo!

Cordiali saluti

Nicola Fabiani, vicesindaco del Comune di Pomarance"



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