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Cultura mercoledì 11 gennaio 2017 ore 10:50

A passi di danza con gli Etruschi

L’antico popolo aveva un ballo per ciascuna occasione. Dalle cerimonie religiose, agli spettacoli, ai riti funebri



VOLTERRA — Festosi e allegri o solenni e pacati erano i balli degli Etruschi. Esattamente come la musica, infatti, così anche la danza ricopriva un ruolo centrale nel loro mondo e variava a seconda delle occasioni.

Nata per onorare le divinità agricole durante le feste campestri, assunse, successivamente, un carattere profano.

Presente, dunque, nelle cerimonie religiose, nei riti funebri, nelle celebrazioni, ma anche negli spettacoli, nelle gare sportive, nei momenti conviviali, nei combattimenti bellici e nei rituali apotropaici e propiziatori era parte integrante della loro quotidianità.

Ma quali caratteristiche avevano le danze dei Rasenna?

Potevano essere a gruppi, a coppie o individuali; accompagnate da suonatori di flauto o da un coro; eseguite da ballerini professionisti o da semplici dilettanti, come da umili agricoltori e da appartenenti alla classe gentilizia.

A seconda delle ricorrenze gli elementi coreutici si distinguevano per ritmo e mosse. Passi scanditi, gesti della testa e delle braccia più o meno rapidi, movimenti con le gambe e saltelli agitati, in parte obbedendo all’improvvisazione, in parte recuperando le movenze della ritualità religiosa. Sappiamo che la musica e la danza, assieme al disegno, sono state tra le prime espressioni culturali dell’uomo, quelle che hanno caratterizzato la sua differenza rispetto alle altre creature della terra. Presso gli antichi, padroni ormai anche di altre versatilità espressive, come la scrittura, le forme primordiali della creatività avevano un’importanza centrale perché permettevano di rendere armonici gli impulsi, sublimare gli istinti, guidare verso una dimensione superiore il racconto della propria emotività.   

Viola Luti
© Riproduzione riservata


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