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martedì 10 dicembre 2019

Politica mercoledì 20 novembre 2019 ore 15:09

Concessioni Solvay, "Attenzione a Buriano"

Dopo il rinnovo per le coltivazioni minerarie in località Boschini e Scornello, il Comitato per la difesa della Valdicecina punta il dito su Buriano



VOLTERRA — "Ci risiamo - scrivono dal Comitato per la difesa della Val di Cecina - con l'Amministrazione Comunale di Volterra che come la precedente, nella quale era sindaco Buselli, ha dato l'autorizzazione ambientale per lo sfruttamento dell'area dei Boschini alla Solvay. Anche in questo caso gli Amministratori dicono che non sono stati informati dagli Uffici preposti perché questa autorizzazione era un atto dovuto. Atto dovuto perché l'area rientra nell'ambito della concessione ex Salina di Stato, ETI, ecc..

Tale richiesta di autorizzazione a nostro avviso doveva avere un'attenzione maggiore intesa come sostenibilità ambientale dello sfruttamento della risorsa sale al fine del suo utilizzo anche a vantaggio delle generazioni future. Poco incidono prescrizioni date al momento del rilascio della autorizzazione da parte della Commissione Edilizia del Comune di Volterra riunitasi il 10 ottobre 2019 che tra l'altro specificano che i luoghi sui quali si effettuerà la coltivazione della miniera, dovranno essere ripristinati nel pieno rispetto dello stato attuale e antecedente agli interventi in progetto, e che il rifiorimento stradale delle piste di coltivazione dovrà essere realizzato con stabilizzato tipo " colle Montanino".

Facendo un'analisi di queste prescrizioni salta all'occhio la tempistica in cui si concretizza la coltivazione della miniera che si svolgerà per un periodo di 50/60 anni, successivamente serviranno altri 60/70 anni per la stabilizzazione dei terreni coltivati. Durante questi periodi le aree saranno interdette all'acceso per l'evidente pericolo di sprofondamento (subsidenza). Dopo questi 120/130 anni si potrà ripristinare nel pieno rispetto dello stato attuale antecedente agli interventi in progetto.

Altro problema non da poco che potrebbe impedire il ripristino, è l'aumento della concentrazione di sale negli strati superficiali del terreno delle aree soggette alla coltivazione della miniera. Tale condizione è improbabile che non si verifichi per cui il bosco di latifoglie quercine come lo vediamo oggi nella località Boschini, i nostri pronipoti non lo vedranno. Al suo posto vedranno una boscaglia come quella che si vede, dai "Ponti" a Volterra, guardando verso il mare subito a nord ovest di Saline, sui terreni facenti parte della concessione Buriano, in parte in coltivazione e in parte in attesa di stabilizzazione.

Riuscendo a percepire l'importanza e le ricadute a livello ambientale e socio economico delle decisioni che oggi si declassano ad atto dovuto non resta altro che pensare che la salvaguardia e la sostenibilità ambientale, il benessere e gli interessi della popolazione non sono prioritari per chi governa. Altra questione trattata anche questa con riservatezza da parte di chi governa nei nostri Comuni è un'altra richiesta di coltivazione da parte della Solvay di un'area adiacente alla concessione Buriano prospiciente al Podere Gagnetto nel Comune di Montecatini Val di Cecina. La Solvay ha presentato in Regione Toscana una poderosa documentazione, relativa alla valutazione di impatto ambientale seguita anche da integrazioni, redatta da un gruppo di professionisti con le competenze richieste. Tale documentazione è a disposizione dei Comuni di Montecatini, Volterra, Pomarance e dell'Unione Montana per il rilascio del parere V.I.A. che deve pervenire in Regione Entro il 2 Dicembre 2019.

Facciamo dunque un accorato appello ai Comuni investiti della grande responsabilità di esprimere un parere vincolante per la Regione, di valutare e tenere conto degli interessi della collettività sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale sia dal punto di vista socio economico finalizzato al benessere delle future generazioni. In altre parole chiediamo a chi governa di decidere con lungimiranza senza cedere a ricatti come già successo qualche anno fa.

Per dare una migliore lettura a chi governa, facciamo notare la contraddizione nell’atteggiamento di Solvay che qualche anno fa aveva giustificato l’ingresso nelle concessioni ex Salina di Stato con il fatto che la concessione Buriano era in esaurimento e, per mantenere produzione e livelli occupazionali, aveva bisogno delle nuove concessioni. Incredibilmente oggi si scopre che Buriano non è esaurita. Forse si vuole aumentare la produzione anche in virtù del fatto che i Comuni con ASA, in collaborazione con Solvay, hanno risolto il problema dell'emergenza idropotabile con la messa in rete di due pozzi che prelevano da un acquifero poco a valle del ponte di Ponteginori in una sezione che chiude un tratto di fiume Cecina tributario della Possera, del Fosci, dell'Arbiaia, del Rio, della Zambra, del Gagno, del Botro Grande, ed in ultimo della Trossa?

Della salubrità delle acque di alcuni di questi tributari abbiamo qualche dubbio. Tenendo conto degli eventi che si sono succeduti sembra apparire chiaro che la strategia di Solvay sia quella di sfruttare in modo massiccio i giacimenti di sale aumentando la produzione ed il suo profitto infischiandosene dell'interesse della popolazione e dell'ambiente. Atteggiamento capibile da parte di una multinazionale. Quello che non si capisce è l'interesse che hanno le Amministrazioni a seguire la Solvay in questa gestione delle attività estrattive che secondo noi hanno un impatto disastroso sull'ambiente e non portano ad un miglioramento delle condizioni socio economiche delle nostre comunità e non salvaguardano la risorsa a discapito di produzioni diversificate e delle future generazioni.

La ricchezza e la popolazione nella nostra zona non sono aumentate da quando è stato firmato nel 1996 l'accordo ETI-Solvay, per quanto si evince potrebbe aumentare la produzione nello stabilimento di Rosignano ma non l'occupazione che al contrario in questi anni si è ridotta nonostante Protocolli Ponte e Accordi di Programma prevedessero altro".



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