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giovedì 27 giugno 2019

Attualità martedì 21 marzo 2017 ore 18:00

Il Festival del Teatro Romano cambia direttore

Andrea Mancini, nuovo direttore artistico della rassegna teatrale internazionale, sostituirà il fondatore Simone Migliorini



VOLTERRA — Fondato quindici anni fa dall'attore volterrano Simone Migliorini, il Festival Internazionale del Teatro Romano ha prodotto spettacoli di forte richiamo, da Giorgio Albertazzi ad Alan Rickman, il grande attore inglese universalmente noto per la sua interpretazione di Severus Piton nella saga di Harry Potter. Numerosi, infatti, gli ospiti della manifestazione che hanno mantenuto un rapporto di collaborazione, amicizia e sostegno continuativo con la città. Il Festival in questi anni ha ottenuto premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale è stato oggetto di studio, ha contributo alla formazione di decine di giovani intessendo rapporti con le università italiane e straniere, ed è stato ininterrottamente e significativamente patrocinato dalla commissione italiana per l'Unesco e gratificato da un riconoscimento dal presidente della Repubblica.
Migliorini diventa adesso il regista stabile della manifestazione, cedendo la direzione artistica ad Andrea Mancini, organizzatore di mostre e spettacoli in tutto il mondo, dal Lincoln Center di New York al prestigioso La Mama Theatre, nel Village.
Andrea Mancini, docente per trent'anni in varie università, ha diretto per quasi cinque anni uno dei più importanti Teatri stabili di innovazione d'Italia, la Fondazione Aida di Verona, con cui ha ralizzato significativi progetti internazionali.
“Adesso – commenta Andrea Mancini – mi aspetta una nuova scommessa. Amo Volterra da sempre, è uno dei luoghi più suggestivi della terra. Lo sapevano bene gli Etruschi e tutti quelli che hanno fondato questo straordinario insediamento, che ogni giorno riserva nuove sorprese. Ringrazio l’Associazione Gruppo Progetto Città, per avermi dato fiducia e ringrazio tutti quei collaboratori storici per aver accolto la mia nomina, da Teatri di Pietra ai giurati dei premi “Ombra della Sera”. Ho sempre creduto, da lontano, in questa manifestazione, l’ho sempre letta come una forte opportunità di crescita economica e culturale che va oltre i confini delle mura cittadine, l'idea sarebbe quella di aprire il Festival al territorio circostante, almeno quello che arriva a Pomarance, Montecatini, Castelnuovo Valdicecina e magari passando dalla Valdera e dalla Valdelsa, cercando anche là tracce di una storia millenaria. Mi ha sempre stupito che questo Festival che ha poco da invidiare ai grandi Festival Internazionali, non abbia ricevuto mai un supporto sufficiente e una condivisione. Vorrei proprio ripartire da li.”
Nelle prossime settimane il neo direttore annuncerà la riorganizzazione del Festival e il programma, che verrà deciso a seguito di incontri aperti alle rappresentanze dei Comuni e delle forze culturali del territorio.
“Vorremmo – aggiunge Mancini – legarci a una tradizione teatrale che ha toccato la città, quella inaugurata da Vittorio Gassman, che nel 1987 diede vita ad un momento importantissimo, che aveva magari il torto di essere calato parecchio dall'alto. Oggi riporteremo a Volterra quello spirito, ci piacerebbe riuscire a partire dai suoi luoghi, dalla sua popolazione, dalle sue pietre, dai suoi spazi nella centralità estiva del teatro romano, uno dei siti archeologici che il mondo ci invidia. Ci sarà molto da fare, si tratterà – conclude - di provare a costruire ipotesi di lavoro, siamo appena agli inizi”.
“Conosco Andrea Mancini da anni, ci siamo sempre apprezzati e stimati per i nostri lavori che ci accomunano in diversi settori, dal teatro all’editoria alla promozione culturale - commenta Simone Migliorini - il Festival è diventato una cosa molto importante, siamo riusciti da soli contro tutti, a farlo diventare una realtà internazionale: con pochi soldi e tanta solidarietà da parte di artisti italiani e stranieri, da parte di intellettuali e uomini e donne di cultura sparse in ogni angolo d’Italia e del pianeta. Tra questi si è annoverato nella schiera Mancini, che se ne assume con generosità la Direzione artistica. Non è una resa che mi distacca dalla mia creatura, né quella mia né quella dei componenti dell’Associazione e di tutti i collaboratori storici, ma vuole essere un’opportunità, un arricchimento e anche una ventata di novità, che Mancini incarna con grande professionalità e amicizia e condivisione. A nome mio personale e dell’Associazione che rappresento, anche a nome di Teatri di Pietra e in rappresentanza della giuria dei Premi Ombra della Sera, non voglio esternare ad Andrea Mancini un classico e asettico ‘benvenuto’ o un laconico augurio di ‘buon lavoro’, ma vorrei abbracciarlo fraternamente. Tutto quello che c’è da dire sta in quell’abbraccio e nella mia robusta stretta di mano.”



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