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Cronaca giovedì 19 maggio 2016 ore 11:34

La forchetta nel bancomat

La "forchetta" era stata inserita nella feritoia

Due uomini sono stati arrestati dalla polizia con l'accusa di aver manomesso un dispositivo per intercettare i soldi dei prelievi



VOLTERRA — Importante operazione di polizia giudiziaria svolta dagli uomini del Commissariato di pubblica sicurezza di Volterra che ha portato all’individuazione e alla custodia cautelare di due persone accusate di aver manomesso un bancomat della Cassa di Risparmio di Volterra.

Tutto ha avuto inizio intorno alle 20 del 10 settembre 2015, quando una donna si è recata al bancomat dell’agenzia di Livorno per effettuare un prelievo. Come di consueto la donna ha inserito la tessera, digitando il codice segreto, quindi si è messa in attesa del denaro che però non è uscito.

La signora, preoccupata, ha fatto intervenire un’amica: inutilmente, perché il bancomat era nel frattempo entrato in modalità fuori servizio. Alla donna non è restato che rassegnarsi. Pensando a un semplice malfunzionamento, si è recata il giorno seguente in banca per rilasciare una dichiarazione su quanto accaduto.

Due giorni dopo la scena si è ripetuta: un uomo si è avvicinato al bancomat per prelevare, ha inserito la tessera e digitato il pin, ma il denaro non è uscito. Bancomat di nuovo bloccato.

Due malfunzionamenti di questo tipo in tempi così ravvicinati furono troppi per essere dovuti solamente al caso. E quando si è presentato il terzo identico caso, l’Ispettorato della Crv ha coinvolto il Commissariato di pubblica sicurezza di Volterra che ha avviato immediatamente le indagini.

Dall’esame dei fotogrammi di sorveglianza è balzata agli occhi la presenza – in tutti e tre i casi – di un uomo che, pochi minuti prima dei prelievi andati a vuoto, armeggia intorno al bancomat per alcuni secondi, fingendo un prelievo per non destare sospetti nei passanti. E proprio questa stessa persona viene poi osservata trafficare di nuovo al bancomat dopo che il cliente della mancata erogazione si è allontanato.

Prende campo l’ipotesi della cosiddetta “forchetta”, ovvero uno stratagemma finalizzato a intercettare e trattenere il denaro consegnato dagli sportelli automatici. Questa tecnica – detta anche cash trapping – consiste nel posizionare un piccolo manufatto metallico (detto appunto “forchetta” per la sua particolare forma che un po’ la ricorda) all’interno della feritoia da dove escono le banconote, che intrappola il denaro nel momento in cui il bancomat lo fa uscire.

Di conseguenza per il bancomat il denaro è regolarmente erogato, ma dalla feritoia non esce niente: il cliente pensa a un probabile malfunzionamento dell’apparecchio e dopo un po’ si allontana. Solitamente lo sportello automatico percepisce comunque un’anomalia ed entra in modalità fuori servizio, ma non può evitare che il malfattore ritorni al bancomat e rimuova la “forchetta” con i soldi
bloccati.



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