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lunedì 09 dicembre 2019

Politica giovedì 21 novembre 2019 ore 06:30

"Su Solvay non ho nulla da rimproverarmi"

Marco Buselli

L'ex sindaco Buselli replica così al Comitato per la difesa della Val di Cecina in merito ai rinnovi delle concessioni delle coltivazioni minerarie



VOLTERRA — Chiamato in causa dal Comitato per la difesa della Val di Cecina (Concessioni Solvay, "Attenzione a Buriano"), l'ex sindaco Marco Buselli interviene sui rinnovi delle concessioni per le coltivazioni minerarie sul territorio in favore della Solvay Chimica.

"Rispondo volentieri alla lettera aperta del comitato difesa Val di Cecina sul tema Solvay - scrive Marco Buselli -. Non è nuovo che da parte del comitato, con cui peraltro abbiamo condiviso e vissuto molte battaglie assieme, si cerchi di dire che su Solvay la nostra amministrazione non si è distinta, essendo tutto sommato i politici tutti uguali sull'argomento. Li invito a chiedere all'allora responsabile di procedimento (nell'ufficio urbanistica), se è stato così.. Mi sa che se lo ricorda.

Grazie a Dio la gente ha gli occhi per vedere e ha constatato di persona, quotidianamente, quanto ci siamo messi in gioco, anche a livello personale, su questa e su altre questioni. Tutto quello che potevamo strappare alla multinazionale legittimamente sul campo, l'abbiamo fatto. Con l'avvocato Altavilla abbiamo valutato tappa per tappa, momento per momento, millimetro per millimetro, ogni minimo aspetto. Laddove la struttura tecnica è stata costretta tecnicamente a cedere per effetti di decisioni pregresse, da noi costantemente ostacolate, abbiamo visto se era possibile agire in autotutela per bloccare comunque gli effetti del procedimento o se proseguire attraverso l'azione politica oppure per le vie legali.

A me per questo, senza copertura da parte di Regione, Provincia o di altri Comuni, sono stati chiesti diecimila euro al giorno di danni, per ogni giorno di fermo cantiere, quando bloccai i cantieri alla multinazionale.. No, su questo argomento non ho proprio niente da rimproverarmi.

Oggi, quel che non leggo con stupore nella lettera, è invece quella che è la vera chiave del ragionamento che abbiamo proposto pubblicamente alla comunità, ma che concretamente nessuno ha raccolto. Ho richiesto ufficialmente, prima della fine del mandato, che la Soprintendenza facesse partire con urgenza un percorso di tutela del paesaggio dell'affaccio a sud, vincolando i luoghi sensibili e salvaguardandoli dall'estrazione mineraria e dallo sfruttamento intensivo. Sapevo che la multinazionale sarebbe tornata alla carica e servivano gli strumenti giusti, dal momento che il Tar ha detto che le concessioni sono sovraordinate al Regolamento Urbanistico.

Questa la carta, concreta e immediatamente spendibile, che avevo lasciato alla nuova Amministrazione, qualunque fosse stata, oltre alla volontà chiaramente espressa, se fosse stata confermata la continuità amministrativa con la precedente, di affrontare definitivamente il problema attraverso il Piano Strutturale, cosa che con l'allora Regolamento Urbanistico non si poteva fare.

Personalmente non ho molta voglia di rinfocolare un ping pong con chi ha delle pur legittime posizioni, ma quel che mi sembrava giusto dire è che non siamo tutti uguali e personalmente, tutto ciò che potevo fare per contrastare gli effetti dei frutti avvelenati del famigerato accordo Monopoli - Solvay, l'ho fatto.

Se col raddoppio della fascia di rispetto dall'abitato di Saline di Volterra, su cui si deve andare avanti, o il raddoppio dell'acquedotto con l'interconnessione fra alta e bassa Val di Cecina, abbiamo avuto delle vittorie, in altre occasioni abbiamo avuto delle sconfitte. Quel che è certo è che siamo stati e siamo vivi, che abbiamo lottato e che non finiremo mai di farlo, fino a che non vedremo giustizia".



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