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giovedì 25 luglio 2024

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

Zuppa inglese

di Nicola Belcari - martedì 18 luglio 2023 ore 09:00

Vestito da zuppa inglese (maglietta giallo crema, camicia lillà alchermes, pantaloni marrone cioccolata) come un buffone di corte del Popolo sovrano, salgo sul palco dell’oratore (Speakers’ Corner) in Hyde Park (di casa mia). Posso parlare in totale libertà: non c’è nessuno che ascolti. 

Inizio la mia prolusione intitolata: tre concetti. Ci sono dei concetti diffusi, in apparenza giusti, ma che, pur non essendo sbagliati, possono essere criticati o attenuati con sensate argomentazioni. Tre di questi sono tra loro collegati. Sono tutti uguali (espressione riferita ai partiti politici). È un’opinione grossolana trasformata in sentenza e ritenuta la bandiera del qualunquismo becero da coloro che hanno creduto e continuano a credere nella politica e che detestano il “populismo”. 

Si tratta in effetti di una semplificazione però purtroppo con un contenuto di verità (magari ignoto a chi la pronuncia). Alcuni che sostenevano questo concetto (riferito ai due maggiori contendenti politici) hanno dimostrato, una volta costituito un partito e giunti al potere, che era vero e soprattutto per loro compresi. Non sono tutti uguali. Alcuni sono più opportunisti o disonesti, in modo sfacciato o spudorato, altri meno incapaci, ma tra una gestione e l’altra non ci sono e non ci possono essere rotture o rivolte. Non ci sono rivoluzioni possibili. 

Altro concetto collegato al primo è: votare è un dovere (sono morti lottando contro le dittature per darci questa possibilità, si dice). In realtà sono morti per la democrazia e la libertà che sono qualcosa di più. Libertà di pensiero, di stampa, di espressione e comportamenti (certo anche contro il partito unico di chi comanda) per la libertà di organizzazione. Ma votare resta una scelta. Andare a votare fa bene, ci si sgranchisce le gambe e la medicina lo consiglia, poi si può sempre far dispetto al più antipatico e odioso di turno. Il baco è nel potere. Un partito perseguirà un interesse di parte, il suo agire un compromesso. Tutte le chiese tradiscono l’insegnamento del maestro a cui si rifanno. Nessun fine giustifica i mezzi. I mezzi sono un fine. 

Tra i fini ci sono utopie irrealizzabili. La pace è un fine. La non violenza è un fine. L’idea (socialismo, liberalismo, anarchia) è la bussola per un viaggio, con le sue tappe, le sue conquiste, le sue sconfitte, che non giungerà mai a realizzarsi, nessuna possibile terra promessa ci aspetta. Sono due piani diversi, l’ideologico e il pratico. Se vogliamo parteggiare per il male minore, facciamolo (talvolta le differenze sono notevoli). Se culliamo l’idea di un’Utopia, rinunciamo. Nel nostro piccolo, da soli o insieme a persone come noi, facciamo quel qualcosa per noi e per gli altri in cui crediamo e il nostro impegno per ciò che sappiamo o possiamo fare non sarà né inutile, né sprecato. Quando invece il pensiero si concretizza in una chiesa (con struttura gerarchica e dogmi) snatura e anche degenera in sopraffazione. È l’aporia di essere chiesa. Essa non può che tradire i propri principi e il proprio ispiratore, e, infine, comportare una limitazione di libertà. 

Ultimo concetto: il nostro è un Paese libero (formula che introduce e giustifica una presa di posizione, una libertà di parola che potrebbe suscitare contrasti). Liberi: sì, chi un po’ di più, chi un po’ meno. Comunque, è vero e testimoniato da questo sproloquio.

Nicola Belcari

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