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Attualità lunedì 26 gennaio 2015 ore 18:54

"Dall'amministrazione servono segnali forti"

L'associazione Arteinbottega sottolinea la gravità della situazione per gli alabastrai e per gli artigiani e invita a "non perdere altro tempo"



VOLTERRA — "Le commissioni sono indispensabili quando si hanno le idee chiare sulla gravità della situazione che abbiamo davanti. Invitiamo l’Amministrazione Comunale a riflettere e considerare che in una situazione d’allarme costante e prolungato nel tempo, sia meglio dare segnali forti per trovare un percorso valido". Gli artigiani dell'associazione Arteinbottega intervengono così, in una nota, in merito alla proposta di un comitato per rilanciare l'artigianato della città etrusca, lanciata alcuni giorni fa dall'assessore del Comune di Volterra Gianni Baruffa.

IL COMITATO. Secondi gli artigiani, infatti, si "deve partire da una scelta politica d’indirizzo ben precisa per il nostro Artigianato Artistico e Tradizionale, con temi e contenuti indicativi, condivisi da Enti e Istituzioni e, mettere in condizione la commissione di lavorare con queste certezze".
"Non perdiamo altro tempo - scrivono - altre commissioni, in altri momenti hanno fallito perché non avevano avuto dai responsabili, gli strumenti necessari per far partire un percorso e dare soluzioni adeguate".

Arteinbottega, associazione che conta circa venti soci di varie tipologie di lavorazione, scrive di condivide pienamente quanto affermato dall'assessore in merito al "far tornare l’alabastro pietra unica, creare una rete di collaborazione per realizzare opere artistiche, andare a colmare quel mercato fatto d’alto design d’architettura e complementi d’arredo che sono sempre più richiesti nel mercato mondiale.”.

L'ESPERIENZA DELL'ASSOCIAZIONE. Gli Artigiani di Arteinbottega "non hanno mai negato il loro contributo fattivo alle varie iniziative proposte". "Abbiamo anche compreso le difficoltà economiche derivate dalla crisi e dalle ristrettezze che gli Enti e le Istituzioni hanno subito - scrivono - ci siamo arrangiati per cercare di mantenere in vita l'associazione; in passato abbiamo contribuito al progetto sulle Pietre Ornamentali, del quale non sentiamo più parlare". 

Ricordano poi alcuni dei loro progetti, oltre a quello della Torre in alabastro iniziato nel 2004 con il coinvolgimento di Enti e Istituzioni locali: "la Fondazione CRV ci permette di partecipare a Firenze, con due artigiani, all’evento Artigianato e Palazzo". "Nell’anno 2006 - aggiungono - fu fatto un accordo, fra il Comune e la ditta Knauf, la quale inviò un camion carico d’ovuli d’alabastro che sono stati sezionati e verificati da alcuni alabastrai. Erano ovuli di varia dimensione, che si potevano utilizzare, in alcuni casi solo al 50 per cento, perché erano sofferenti di rotture determinate dalle microesplosioni con le quali erano state estratte". "E’ stata voluta ripetere l’esperienza nel 2010, anche contro il nostro parere - proseguono da Arteinbottega -  la Knauf ha portato l’alabastro, è stato consegnato a un altro gestore per la tagliatura della pietra e chiamati altri, alabastrai che hanno verificato il risultato finale, portando gli stessi esiti della prima operazione".

"La sintesi fatta - spiegano - vuole semplicemente essere d’aiuto a chi oggi ci amministra per cercare di semplificare e partire da esperienze già fatte di oltre dodici anni di attività".

LA SITUAZIONE ATTUALE. Arteinbottega riporta alcuni numeri ufficiali, rilevati dal CNA e dal Comune di Volterra nel 2008:  "100 addetti alla lavorazione dell’alabastro, di cui il 50-60 per cento titolari d’impresa; pochissimi dipendenti in età giovanile e molti in pensione; il 25 per cento prevede entro uno o due anni l’interruzione dell’attività; dal 2007 al 2008 si è abbassato il fatturato di oltre un milione di euro". "L’indagine fatta - aggiungono - è molto più ampia, circa quaranta pagine, ricca di contenuti e le conclusioni portano a riflettere sia sui punti deboli sia sui punti di forza come sulle proposte d’intervento".

Gli artigiani ricordano anche a proposito dell'estrazione dell'alabastro che "a Volterra c’è una sola cava in attività con sistemi tradizionali, della ditta Bianchi Romano, che ha fornito l’alabastro per costruire la Torre Pendente".

LA FESTA DI SAN LUCA. "Aver ripristinato la tradizione del San Luca, legata agli alabastrai, è una cosa eccezionale, tiene vivo l’interesse degli addetti e sotto l’aspetto emotivo è gratificante - scrivono da Arteinbottega - per favore non la confondiamo con un’iniziativa che può dare segnali per una ripresa del mercato dell’alabastro o per un cambiamento di tendenza"

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