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Cultura mercoledì 26 febbraio 2014 ore 12:35

Le piante spontanee e officinali: un bene da riscoprire

L'arte di conoscere, raccogliere e cucinare le piante che il territorio ci offre, per riappropriarsi del valore della natura



POMARANCE — "Le piante, oltre ad essere fonte di cibo sono anche la base di molti principi medicinali come vitamine, calmanti, espettoranti, protettivi del fegato, dello stomaco e altro ancora, mentre altre specie, quelle aromatiche, servono ad insaporire la vita con i loro aromi, profumi e sapori molto particolari". Chi ci racconta questo non è uno studioso, nè un laureato, ma un pensionato di Pomarance, profondo conoscitore ed esperto nella raccolta di erbe spontanee ed officinali. Enzo Benucci ex dipendente Enel, ha fatto di questi princìpi una sua filosofia di vita;  la sua casa in paese e quella  in campagna a Micciano sono pieni di erbe aromatiche, di piante officinali e medicamentose, una vera e propria enciclopedia del verde a cielo aperto. Un appassionato così esperto da essere chiamato per tenere lezioni e che ha ricevuto numerosi riconoscimenti.
"In tempi passati le piante rivestivano un ruolo fondamentale non solo in campagna, ma anche nelle case di paese, apportando anche un contributo all'economia familiare". Spiega Benucci, secondo il quale "oggi la raccolta delle piante spontanee non è più essenziale perchè siamo meno dipendenti dalla natura, non ci sono più i momenti come guerre, carestie o grosse crisi economiche, durante i quali raccogliere frutti del terreno equivaleva a sopravvivere".
"Forse in questi ultimi tempi ci siamo allontanati troppo dalla natura - afferma Enzo - nostra origine e fonte di vita; infatti oggi molte persone, in modi diversi, cercano di riavvicinarsi alle tradizioni e ai modi di vivere e di pensare semplici di un tempo". Per Benucci raccogliere ciò che la natura offre, rappresenta una forte emozione oltre ad essere per lui un salutare esercizio fisico all'aria aperta. Senza dimenticare la soddisfazione di rientrare a casa e trasformare in cucina quello che ha raccolto in insalate, zuppe e frittate, marmellate, tisane, sott'aceti e liquori.
"Raccogliere, preparare ed infine degustare fa bene al palato ma anche allo spirito - spiega l'esperto di piante spontaneee - l'esercizio fisico associato ad un ambiente dove i rumori sono quelli del fruscìo del vento o il cinguettare degli uccellini non fa altro che bene". "Ricordiamoci poi - prosegue Benucci - che le erbe sono ricchissime di fibre che contribuiscono a regolarizzare l'intestino, di vitamine, di sostanze che aiutano il fegato a disintossicarsi da tutti i prodotti che la civiltà moderna ci costringe a respirare e mangiare".
Altrettanto divertente e singolare è saper cucinare piatti con erbe poco conosciute oggi, ma diffuse in Val di Cecina, sperimentando nuovi sapori e utilizzando antiche ricette del territorio. Una bella passeggiata all'aria aperta, oltre ad allargare i polmoni ed a raccogliere le erbe fa risparmiare anche un po' di soldi per le verdure di casa.


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