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Attualità martedì 25 novembre 2014 ore 19:15

Fare rete contro la violenza, tutti i giorni

Nella giornata internazionale di lotta, il centro antiviolenza della Valdicecina ha siglato un protocollo con le istituzioni: a breve un tavolo di coordinamento



VOLTERRA — Una spirale di violenza che talvolta culmina con la morte, fatta di botte e soprusi, ma anche di condizionamenti psicologici, schiavitù economica, segregazione tra le mura domestiche, isolamento. Anche se non si arriva a perdere la vita, a volte si è già morte dentro.
E' questa la violenza di genere, perchè perpetrata dagli uomini sulle donne, che si combatte non solo oggi, nella giornata internazionale di contrasto a questo fenomeno, ma che va affrontata ogni giorno, in ogni territorio.
I numeri per la Val di Cecina, come per altri territori, non ci sono. Si sa soltanto che i femminicidi, quelli che arrivano alla ribalta delle cronache, sono solo la punta dell'iceberg di un fenomeno per la maggior parte ancora sommerso: sono troppe le donne che subiscono in silenzio e non hanno la forza di reagire, scappare, denunciare. Un fenomeno trasversale che riguarda donne di tutte le età, di tutte le classi sociali, di tutti i territori.

Ed è per questo che il centro antiviolenza dell'Alta Val di Cecina, l'associazione Le amiche di Mafalda, ha siglato questa mattina, 25 novembre, a Volterra un protocollo d'intesa con Società della Salute e la ASL 5 di Pisa che prevede varie azioni di contrasto a questo fenomeno. L'obiettivo del documento è quello di coinvolgere le forze dell'ordine, i servizi sociali, il consultorio giovani, le strutture sanitarie che siederanno al tavolo di coordinamento e che questa mattina hanno partecipato ad un incontro promosso dll'associazione.
Presenti rappresentanti della Polizia e dei Carabinieri di Volterra, oltre alla dottoressa Monica Funaioli dell'Unità Funzionale Consultoriale della Asl 5 di Pisa che ha spiegato come funziona il Codice Rosa, istituito dalla Regione Toscana a tutela delle donne vittime di violenza. Insieme a lei la dottoressa Anna Cavalli, presidente dell'associazione Le Amiche di Mafalda, ha sottoscritto il protocollo con Sabina Ghilli direttrice della Società della Salute Alta Val di Cecina. 

Ha portato il suo contributo anche l'associazione Nuovo Maschile di Pisa che da due anni si occupa di uomini maltrattanti, affrontando il tema di come l'uomo debba essere responsabilizzato sulla violenza che lui perpetra, senza gettare questa responsabilità, come invece accade, sulla donna che invece ne è vittima.

Un fenomeno complesso che si combatte davvero solo attraverso un profondo cambiamento culturale, in una società che deve ripensare il ruolo dell'uomo, lontano dagli stereotipi di una figura maschile "forte e dominate". E per sradicare queste convinzioni è necessario lavorare con le nuove generazioni con azioni concrete come il coinvolgimento maggiore del consultorio giovani previsto dal protocollo d'intesa, e progetti nelle scuole  e con i ragazzi che Le amiche di Mafalda portano avanti già da tempo.

Alessandra Siotto
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