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martedì 10 dicembre 2019

Attualità domenica 21 dicembre 2014 ore 16:25

Geotermia nel Paer: resta il nodo dell'Amiata

In vista dell'approvazione del Piano regionale nelle commissioni Territorio e Sviluppo economico sono stati ascoltati enti locali e rappresentanti di Enel e Rete Geotermica



FIRENZE — L'emendamento al Piano ambientale ed energetico che la Giunta regionale ha presentato in vista dell'approvazione definitiva da parte del Consiglio fissa lo stop all'alta entalpia sull'Amiata e detta precise condizioni per lo sviluppo della media entalpia. E' stato al centro dell’audizione di giovedì 18 dicembre, nelle commissioni Ambiente e Sviluppo economico rispettivamente presiedute da Gianfranco Venturi e Rosanna Pugnalini, entrambi del Pd.
“Le consultazioni al Piano sono già state svolte – ha detto Pugnalini in apertura dei lavori della seduta congiunta – tuttavia in accordo con il presidente Venturi abbiamo ritenuto opportuno un ulteriore confronto visto l’approfondimento sulla geotermia proposto dall’assessorato competente”.
In audizione, come spiega una nota stampa della Regione Toscana, "le posizioni sono state affini da un lato e distinte dall’altro". Enel e Rete Geotermica contestano lo stop all’alta entalpia sull’Amiata perché ritengono “difficile pensare ad una parte del territorio escluso dalla ricerca”. “Fatte salve la tutela del territorio e la salute dei cittadini – hanno detto – il vincolo che si intende porre soffre di un difetto di valutazione e rischia di compromettere un ambizioso piano industriale per la Toscana, con importanti ricadute anche a livello occupazionale”.
Secondo Enel e Rete Geotermica, è il “territorio a decidere il tipo di flusso geotermico”.
Lo stop sull’Amiata non convince nemmeno alcuni amministratori locali, in particolare il sindaco del Comune di Pomarance Loris Martignoni, che ha espresso apprezzamento per il lavoro fatto dall’assessore Anna Rita Bramerini. “Il Paer – ha detto Martignoni – è uno strumento ben fatto, importante per lo sviluppo energetico della Toscana”, oggi “anche grazie all’assessore, ci sono le condizioni per riunire un tavolo e concertare sugli aspetti più delicati”.
“Questa – ha aggiunto - è l’unica materia prima che abbiamo in Italia, abbiamo l’obbligo morale di svilupparla senza prescindere, ovviamente, dalla salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti”. Da qui la richiesta di non procedere ad una “chiusura a priori delle coltivazioni sull’Amiata”.
Richiesta che non convince il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci che anzi ha parlato di “onorare un patto fatto con il territorio e i cittadini”. “Stiamo parlando di una zona fragile, estremamente sensibile dal punto di vista idrico visto il bacino che approvvigiona anche il Lazio”. Franci ha inoltre mosso subbi sulle “ricadute occupazionali” che anzi a suo parere “sono esigue” e ha parlato della geotermia come una “tecnologia difficilmente applicabile”.

Fonte: Ufficio Stampa - Consiglio regionale della Toscana



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