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Attualità mercoledì 24 settembre 2014 ore 19:00

I detenuti di Volterra all'udienza del Papa

Pierangelo, Bruno, Aral e Domenico hanno avuto un permesso speciale per recarsi a Roma dal Pontefice insieme ad una delegazione del carcere



VOLTERRA — Era il 23 settembre del 1989 quando Karol Wojtyla, in occasione della festa patronale di San Lino, si recò in vista a Volterra ed incontrò i detenuti della casa di reclusione della città etrusca. Oggi, 25 anni dopo, quattro detenuti del 'Maschio' di Volterra hanno ottenuto un permesso premio per partecipare all'udienza generale di Papa Francesco a Roma.
Pierangelo, Bruno, Aral e Domenico, i quattro carcerati in permesso speciale, sono stati salutati dal Pontefice Bergoglio in piazza San Pietro al termine dell'udienza generale: "saluto (...) i detenuti del carcere di Volterra, che ricordano il venticinquesimo anniversario della visita di San Giovanni Paolo II". "Ieri - ha aggiunto il Papa - abbiamo celebrato la memoria liturgica di San Lino Papa. Il suo amore alla Chiesa, in epoca di forti persecuzioni contro i cristiani, ispiri la vita spirituale di ciascuno".
I detenuti, che hanno offerto in dono a Francesco un tappeto copritavolo prodotto nella sartoria interna della casa di reclusione, un calice in alabastro e una statuetta in bronzo che ricorda l'Ombra della sera, sono arrivati in Vaticano insieme ad una delegazione di quindici persone del carcere di Volterra, tra cui il cappellano don Paolo Ferrini, la direttrice del Maria Grazia Giampiccolo e il commissario Giuseppe Simone, comandante della polizia penitenziaria.
Il cappellano, ricordando la visita di Giovanni paolo II al carcere volterrano, ha spiegato che negli ultimi decenni, si è riusciti a creare un ambiente dove il rispetto per la dignità umana e le relazioni interpersonali sono al centro della vita quotidiana, anche grazie al numero non eccessivo di detenuti. Eppure il cappellano ha parlato con Papa Francesco anche dei problemi che nel carcere di Volterra non mancano. Soprattutto la difficoltà  di trovare un lavoro all'esterno del carcere per quei detenuti che godono dei permessi di uscita.


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