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martedì 21 gennaio 2020

Attualità sabato 10 dicembre 2016 ore 16:45

Volterra, la città irraggiungibile

Lo scrittore Giorgio Manganelli in una lettera pubblicata sull'Unità ironizzò sulle difficoltà per raggiungere il colle con i mezzi pubblici



VOLTERRA — “Raggiungere Volterra non aisé: a nuoto non ci si può andare, per carenza di riviere, il treno si arresta ai piedi del monte che si incorona della irta civitas etrusca, onde fa d’uopo che al treno tenga dietro un autobus locale. Rari gli autobus che da Pisa menano a Volterra, perché pare che lassù ci vadano solo i piazzisti di dentifrici, missionari mormoni, e artigiani ansiosi di inspecialirsi nella lavorazione dell’alabastro.

Arrivai a Pisa (da Lucca) con l’idea di trovare verso le nove un autobus per Volterra: l’autobus c’era, ma arrivava da Volterra, mica ci andava. Per cui, treno, Sétadir una littorina (una carrozza unica) che alle due sculetta da Pisa, ferma a tutti i pali che incontra, è praticamente impossibile strapparla dai cessi in cui si imbatte, e alle quattro e mezzo arriva a Saline di Volterra: luogo aspro, affollato di meridionali con palesi insegne di lutto recente. Da Saline un autobus, mena a Volterra.”

In questo frammento di lettera, pubblicata dall’Unità il 18 ottobre 1994, Giorgio Manganelli scrive, nel 1961, alla propria famiglia. Lo spiritoso scrittore della Hilarotragoedia mette l’accento su uno dei problemi che riguardavano la città, ma ancora oggi estremamente attuali. 

Le sue riflessioni, infatti, risalgono a 55 anni fa, ma le difficoltà di un viaggiatore che voglia salire sul colle con il trasporto pubblico sono rimaste invariate. La scarsità dei mezzi, la mancanza di linee dirette con le più importanti città della Toscana e la lentezza dei collegamenti, infatti, rendono Volterra un’isola sulla terra ferma. Isolamento che, se da un lato la penalizza nella quotidianità, dall’altro le conferisce, anche geograficamente, quell’unicità che la distingue da tutte le atre città.

Viaggiare con i mezzi pubblici può essere un modo, anche per i volterrani, per soffermarsi sulle bellezze paesaggistiche dei dintorni della città etrusca. Consente, inoltre, di avvertire i commenti di stupore e di meraviglia dei turisti che, durante il tragitto sui tornanti, restano ammaliati dalla magia del panorama e dalle geometrie delle colline circostanti.

Viola Luti
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