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L’INTERVISTA DELLA DOMENICA Domenica 08 Marzo 2026 ore 09:00

L'agenda di Zambito punta sui diritti, il lavoro e la salute

La senatrice Ylenia Zambito in aula

Temi locali e nazionali, battaglie e conquiste: la sintesi della senatrice Pd. "Vedo un nuovo entusiasmo nella gente. Il Pd deve saperlo intercettare”



PISA — "Le politiche pubbliche devono incidere sulla quotidianità delle famiglie, sul lavoro, sulla salute e sulle opportunità. Se non producono questo effetto, rischiano di restare solo parole". Sono questi i criteri che la senatrice pisana del Partito Democratico Ylenia Zambito non perde mai di vista. Nel passato ma anche nel presente, per l'ex assessora, membro della direzione regionale dem la stella polare resta sempre la stessa: “lavorare perché la vita delle persone migliori davvero”.

Dal 2008 al 2018 è stata assessora nel Comune di Pisa, nella giunta Filippeschi, dal 2022 invece è in Senato. Un percorso che rifarebbe? 

Sono ruoli molto diversi ed entrambi arricchiscono. Ma ho sfruttato anche i cinque anni in cui non ho avuto incarichi istituzionali per partecipare più da vicino ai processi di formazione delle opinioni sui bisogni delle persone. Dieci anni in Comune, nelle vesti decisionali, sono un bagaglio di esperienze straordinarie e oggi porto in Senato anche quella esperienza, con uno sguardo più ampio e consapevole.

Se dovesse fare una sintesi di questi ultimi anni da senatrice?

È un’esperienza che rifarei, dalla quale ho imparato molto. La soddisfazione più grande è stato il lavoro sui Lea (Livelli Essenziali di Assistenza, ndr): nel parere parlamentare sul decreto siamo riusciti a far inserire molte delle richieste avanzate al Governo, migliorando concretamente il provvedimento e facilitando l’accesso alle cure, allo screening e alla prevenzione per tante persone. Per esempio, abbiamo fatto introdurre la Tac a bassa intensità per lo screening del tumore al polmone, una misura di sanità pubblica fondamentale, che permette di fare la diagnosi precoce. Non posso non citare anche la conquista della legge sull’oblio oncologico, che tutela le persone guarite dal cancro da discriminazioni di vario genere. Per quanto riguarda Pisa, sono davvero felice d’aver contribuito a superare i limiti posti in precedenza all'affidamento dei progetti geotermici in provincia che ha portato circa 50 milioni di euro alle imprese locali. Dispiace molto, invece, che tutti gli emendamenti presentati per il miglioramento delle infrastrutture della costa toscana siano sempre stati bocciati dal centrodestra, compresi i parlamentari toscani.

In questi mesi diversi sono i temi locali su cui ha presentato interrogazioni al Governo: dalla situazione del servizio di assistenza specialistica all'autonomia in favore di alunni e studenti disabili alla manutenzione delle strade provinciali, passando per l'esclusione di Volterra, Montecatini Val di Cecina, Pomarance ma anche Buti dai nuovi criteri di classificazione montana. Che cosa li accomuna?

Sto portando avanti questo lavoro per abbattere i disequilibri dei tagli del Governo Meloni ai territori. Nessuno deve rimanere indietro, a partire dalle persone disabili e le loro famiglie. I territori, in particolare quelli decentrati, non devono subire declassamenti o ulteriori tagli per la manutenzione delle infrastrutture, la sanità, la scuola. Con il declassamento i Comuni perderanno molte risorse a loro dedicate anche per lo sviluppo di nuova occupazione e nuove imprese, in tutti i settori compreso quello agricolo. La destra purtroppo adotta politiche che alimentano diseguaglianze che colpiscono una vasta fascia di popolazione e questo non è accettabile, oltre che essere controproducente.

La senatrice in un dibattito al Nazareno con la segretaria Elly Schlein

È docente di chimica all'Università di Pisa: che cosa pensa della ricerca e del Cnr?

Da docente e ricercatrice credo fermamente nella ricerca, che nonostante il sottofinanziamento, produce eccellenze mondiali. Tuttavia, il sistema non può reggersi solo sul sacrificio dei singoli: servono investimenti strutturali e una drastica semplificazione burocratica per la gestione dei fondi. Il Cnr di Pisa, il più esteso in Italia, trae forza dalla simbiosi con l’Università, la Normale e il Sant’Anna. Questo distretto rappresenta un modello unico di integrazione scientifica. Il Cnr è un motore di innovazione, per questo è indispensabile un piano di reclutamento straordinario che dia stabilità ai ricercatori e superi le incertezze contrattuali. La ricerca di base deve essere il pilastro per affrontare le grandi sfide contemporanee, in particolare la transizione ecologica e digitale, connettendo la teoria alle necessità pratiche del Paese.

A proposito dell'ospedale: cosa pensa del nuovo Santa Chiara a Cisanello e delle Case di comunità?

Il completamento del nuovo Santa Chiara è un traguardo urbanistico monumentale, ma rischia l'inefficacia senza un piano di assunzioni adeguato. L'eccellenza clinica richiede professionisti, non solo edifici. Le risorse stanziate dal Governo sono giudicate insufficienti. La carenza di fondi alimenta le liste d'attesa e favorisce indirettamente la sanità privata, costringendo i cittadini a costi insostenibili o alla rinuncia alle cure. Le Case di Comunità rappresentano una sfida per il futuro. L'ospedale deve gestire le alte complessità, mentre la cronicità e la prevenzione vanno spostate sul territorio per decongestionare il pronto soccorso. Mi sto opponendo al taglio dei fondi Pnrr destinati alla medicina di prossimità per tutelare un sistema sanitario pubblico, universale e vicino ai bisogni della persona. Nell’ultima legge di bilancio avevo proposto un emendamento che consentisse all’ospedale di Pisa di poter contare sulle risorse necessarie per il completamento degli edifici in costruzione e per le nuove attrezzature, purtroppo è stato bocciato, anche dai parlamentari di centrodestra toscani.

La senatrice in un incontro alla Casa della donna

Come membro sia dell'assemblea, sia della direzione regionale del Pd in Toscana che cosa prevede per il futuro del partito a livello nazionale e provinciale?

In questi mesi, girando la Toscana per la campagna referendaria, sto vedendo molto entusiasmo, anche da parte di persone che non sono iscritte al partito. È il segno che c’è una domanda politica nuova. Il Partito Democratico deve essere capace di interpretare questa fase ed efficace nel trasformarla in proposta e partecipazione.

Nello specifico a Pisa come valuta il momento che sta vivendo il Pd?  Quale potrebbe essere il prossimo candidato su cui puntare?

Il candidato o la candidata dovrà rappresentare credibilità e concreta ambizione di vittoria. Il Partito Democratico si metterà presto nelle condizioni di individuare la figura giusta e costruire insieme alla città e agli alleati un progetto forte per la città, capace di parlare a tutta la comunità pisana.

Paola Silvi
© Riproduzione riservata


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