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Attualità sabato 20 maggio 2017 ore 07:00

“Difesa territorio è difesa comunità”

Lo dice la Coldiretti in riferimento all'ampliamento della discarica di Scapigliato, scrivendo una lettera aperta all'amministratore Giari



ROSIGNANO M.MO — Coldiretti scrive all’amministratore unico della discarica di Scapigliato e si rivolge ai sindaci del territorio. In una lettera aperta diretta all’amministratore Alessandro Giari che nei scorsi giorni aveva replicato alle perplessità espresse dalla principale organizzazione agricola in merito al progetto di ampliamento della maxi-discarica tra Pisa e Livorno, Coldiretti torna sulla vicenda senza però cambiare la sua posizione ma aprendo ad un confronto e al dialogo. “Bastava una telefonata? – scrive Coldiretti rispondendo alla battuta di Giari - dal febbraio 2016, data in cui come ci è parso di capire Gea Impianti ha avviato l’azione di divulgazione e di discussione del progetto, “quella telefonata l’avrebbe potuta fare anche lei. Noi, le assicuro, avremmo risposto”.

Ma andiamo per ordine. Nella lettera Coldiretti vuole evitare le “sterili polemiche, che non giovano sicuramente a nessuno e che, anzi, mortifica la qualità della discussione su di un argomento di estrema serietà. Coldiretti, come lei afferma, non avrebbe compreso i contenuti del progetto; in proposito ci permettiamo di specificare che se così fosse non dovrebbe preoccuparsi più di tanto. Invece, come ben sa, siamo in ottima compagnia, considerando le centinaia di cittadini ed amministratori che mostrano la stessa “incapacità” di comprensione. Peraltro, ci lusinga non poco la considerazione che traspare nei nostri confronti, laddove ci viene riconosciuta una “credibilità” tale da influenzare negativamente l’opinione pubblica. Coldiretti, ha sempre agito con il necessario buonsenso, non prevaricando né tanto meno sbeffeggiando gli interlocutori, sia pure essi schierati su distinte posizioni. 

Le assicuriamo – prosegue Coldiretti - che non è nella nostra cultura dare del parolaio a nessuno, in nessun caso, anche se ve ne fossero le ragioni, in quanto crediamo fermamente che in un confronto dialettico non sono mai troppe le argomentazioni che possono venir presentate dall’una come dall’altra parte, sempre che alla base vi sia, reciprocamente parlando, una onestà intellettuale che, come nel caso specifico diamo per scontata”. La posizione di Coldiretti è orientata alla difesa del suolo. Sempre. 

“Sul territorio che si gioca il futuro dell’agricoltura che abbiamo il dovere di tutelare in quanto organizzazione di categoria: espansioni urbanistiche, nuove aree industriali, individuazione di ulteriori siti per discariche, inceneritori, ampliamenti di aree esistenti, nuove arterie stradali e linee ferroviarie, possono essere realizzate solo in un’ottica di sviluppo compatibile con la nostra agricoltura che fa della distintività e origine del prodotto il proprio punto di forza. Attenzione all’ambiente in tutte le sue forme evitando al massimo la scomparsa dei terreni produttivi. E questo, ci creda, non rappresenta un danno solo per gli agricoltori, ma è un depauperamento di tutto un territorio.

Basterebbero solo queste considerazioni per far comprendere, a chi ne avesse voglia, le ragioni alla base dell’azione organizzativa svolta a tutto campo dalla Coldiretti”. Coldiretti entra nel merito: “Rispetto al problema generale dei rifiuti noi non siamo convinti che l’unica soluzione sia quella di continuare a disseminare sui territori discariche di rifiuti, pur comprendendo che in taluni casi non se ne possa fare a meno, ma certamente riteniamo che l’approccio debba essere differente.

Nel caso specifico abbiamo detto che il sacrificio delle imprese e dei cittadini costretti a subire una situazione, che comunque la si voglia presentare, rappresenta una limitazione alle prospettive di crescita e valorizzazione del territorio, debba poter essere compensata con la realizzazione concreta e simultanea degli impianti innovativi che lei puntualmente descrive. In tal caso si che Coldiretti riterrebbe possibile avviare un ragionamento complessivo sul progetto di ampliamento delle superfici e sulla durata temporale, perché ci troveremmo di fronte a strutture di valorizzazione dei rifiuti sicuramente innovative che garantirebbero lo sviluppo anche sul piano operativo. 

Coldiretti rimane, pertanto, coerentemente ferma sulle proprie posizioni, ma asserisce con altrettanta convinzione la piena ed incondizionata disponibilità ad avviare un confronto per costruire un diverso rapporto, riconoscendo che la questione non è di poca rilevanza e non può essere di certo gestita a colpi di comunicati stampa.

Alle amministrazioni pubbliche interessate – conclude Coldiretti - rivolgiamo l’invito a compiere ogni utile sforzo, così come riteniamo stiano già facendo, per giungere alla sottoscrizione di un formale accordo che detti i tempi e le modalità certe di esecuzione delle strutture necessarie a ridurre i quantitativi in discarica e a realizzare una vera economia circolare del rifiuto”.

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