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Attualità mercoledì 01 febbraio 2017 ore 08:30

Le parole nella notte

Gli studenti del laboratorio Montag del Carducci raccontano il Giorno della Memoria con un reading coraggioso e provocatorio



VOLTERRA — Venerdì 27 Gennaio in occasione della Giornata della Memoria, i ragazzi del laboratorio Montag (coordinati dai professori Bertini e Parrini) dell'istituto Carducci di Volterra, hanno accolto l’invito della scuola dando vita al reading Le parole della notte, nella sede centrale del Liceo.

Questo anno Montag ha deciso di sviluppare una terribile provocazione allo scopo di suscitare una riflessione amara e consapevole su quanto accaduto.

“È stato un lavoro duro, coraggioso ed estremamente coinvolgente: abbiamo composto dei testi basandoci sui retroscena più inquietanti della Storia, provando a calarci nei ruoli che nessuno vuole ricordare: i carnefici, gli aguzzini, tratteggiati come esseri spietati, tanto crudeli da essere rigettati persino dagli inferi, in quanto artefici di un inferno alla luce del sole -  ha raccontato per Montag Alice Dell’Aiuto, studentessa del Liceo - Ci siamo chiesti chi fossero: mostri, demoni, forse la morte in persona. Ma la realtà è un’altra, sconcertante nella sua semplicità e scontatezza: gli artefici di tutto ciò sono stati uomini, nonostante tutto e, soprattutto, uomini".

Dai testi affrontati durante il reading, complice l’opportuno accompagnamento musicale, è emerso con forza l’intento di portare alla luce pensieri e parole di personalità straniate, monolitiche nelle loro atroci convinzioni, incapaci di far ricorso alle più elementari prerogative di umanità e libero arbitrio.

Una perversa ideologia ha determinato una sovrastruttura atroce, vitale per il mantenimento del Reich, improntata alla sconvolgente e scientifica distruzione di massa; in forza della normalità e della necessità di questa mostruosità gli uomini si prestavano come burocrati, impiegati, cieca e brutale manovalanza dello sterminio, totalmente immersi nel loro lavoro, fino alla fine, oppure destinati ad essere inseguiti dai sensi di colpa, da rimorsi lancinanti ed inesorabili.

"Con Le parole della notte abbiamo cercato di portare alla luce l’altra faccia della memoria, spesso taciuta, complici la paura e l’incredulità. Si tratta delle cause, le ragioni che hanno generato un male tanto banale e gratuito quanto terrificante, il suo sviluppo concreto, per far sì che tali circostanze, capaci di trasformare uomini in predatori di loro stessi, non si verifichino più. Tali atrocità non possono essere ascritte a una generica e indefinita follia collettiva, destinata ad essere etichettata come caso isolato e irripetibile. Ricordare che il male è un prodotto umano, significa acquisire consapevolezza di quanto sia semplice fruire della violenza, essere ingannati dall’aspetto multiforme ed accessibile della crudeltà e la prevaricazione".

"Esercitare la memoria implica ricordare ogni prospettiva o aspetto in gioco senza cadere in generalizzazioni approssimative, per essere in grado di riconoscere un fenomeno e contrastarlo fin dalle prime manifestazioni, non solo alla vista dello sconvolgente prodotto finale. Siamo consapevoli di vivere in un’epoca in cui a diverse latitudini vengono continuamente perpetrate dure prevaricazioni e persecuzioni ai danni di alcune etnie e strati sociali".

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