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Politica sabato 27 giugno 2020 ore 10:53

Ospedale, la rifunzionalizzazione non convince

L'ospedale di Volterra

Ancora perplessità, da Sos Volterra e da Difendiamo l'ospedale, su come la Ausl sta lavorando alla revisione dei servizi al Santa Maria Maddalena



VOLTERRA — Prosegue il dibattito cittadino sul progetto di 'rifunzionalizzazione' dell'ospedale di Volterra da parte dell'Azienda Usl Toscana nord ovest. L'associazione Difendiamo l'ospedale sposa la linea del presidente della Fondazione Crv Pepi, che ha preteso risposte sulla terapia intensiva, mentre da Sos Volterra si continua a dire che il progetto ha assai poco di sostanzioso.

"Difficile non essere d'accordo con il Presidente della Fondazione Roberto Pepi - scrivono da Difendiamo l'ospedale -.Se da un lato condividiamo la soddisfazione per delle sale operatorie che sono tornate ad operare, visto che da ben più di un anno gli interventi sono stati ridotti ai minimi termini, dall'altro sulla possibilità di 4 posti di sub intensiva siamo contenti a metà"

"Certamente anche la sub intensiva è un qualcosa che, se realizzata in tempo e quindi prima delle elezioni, e con tutti i parametri del caso, è un qualcosa di positivo per il nostro ospedale - argomentano dall'associazione in difesa del Santa Maria Maddalena -. Però non capiamo come mai per Volterra non si voglia lavorare per la terapia intensiva, quasi che l'Alta Val di Cecina dovesse sempre dipendere da altri e non essere mai autonoma. Come una volontà politica di non far mai decollare questa vasta area. Eppure la Fondazione CRV e Auxilium Vitae hanno presentato dei progetti credibili e sostenibili: come mai la Asl non ha dato risposte? Forse per lo stesso motivo per cui un tecnico Asl, che tra l'altro è segretario del Pd locale, riesce a dire che va tutto bene, e che l'oncologia può stare bene dove è adesso. Noi crediamo che con nel modo in cui è stata spostata l'oncologia, vi possiamo leggere tutto il rispetto che certi personaggi e certi dottori della Asl Nord Ovest nei confronti dei cittadini di Volterra e della Val di Cecina. Un rispetto molto simile a quello che fu riservato ai bambini di questa Valle, evidentemente diversamente uguali dai bambini della Valdera o della zona pisana".

"Noi continueremo a dire semplicemente la verità - concludono da Difendiamo l'ospedale -: ovvero che se si vuole mettere in funzione la nostra Sanità, bastano poche assunzioni di pochi medici, ma senza queste indispensabili figure (2 ortopedici, 2 anestesisti, 1 pediatra etc), saremo come al solito in balia del vento...e delle prese di giro!"

Altre perplessità e critiche, come detto, arrivano ancora da Sos Volterra. Per questa associazione la rifunzionalizzazione non è altro che "una "ciliegina" che addirittura vede più di 500.000 euro stanziati per gli spostamenti da fare". 

Sono sei le questioni su cui Sos Volterra punta il dito:

"1) la favola dell'aumento dei posti letto, andando a sommare le cure intermedie (che non sono Ospedale) è stata smentita in diretta radiofonica, ma continua imperterrita a circolare

2) si è in qualche modo preso atto che è paradossalmente grazie al Covid, come diceva SOS, che la soglia dei 50 posti (resa nota da noi e derisa in un primo tempo da molti) non viene intaccata

3) che di fronte al problema più evidente, segnalato da più parti, relativo all'attuale situazione di oncologia, chi ci rappresenta parla di rassegnarsi, nel caso i tecnici la diano come soluzione buona

4) il macchinario di chirurgia vertebrale (costato quasi un milione di euro, mentre ora sembra che con complessivi 500.000 e spicci, si possano far miracoli più o meno in tutto l'Ospedale) è ripartito grazie ai medici del nostro Ospedale, che sono ridotti in due, mentre prima erano cinque. Tra l'altro, diventa una notizia la normalità, ossia che un macchinario che fino a ieri ha funzionato, non venga abbandonato in soffitta

5) che il problema della carenza strutturale dei medici, chirurghi ed ortopedici, viene considerato un problema del sindacato e non una cosa di cui ci si deve occupare in prima persona, per riportare da quattro a sette i chirurghi e da due a cinque gli ortopedici

6) che la subintensiva ce l'abbiamo già con l'Utic e che quindi non ci venga venduto ciò che già abbiamo (la subintensiva a Volterra) solo perché si mettono gli anestesisti al posto dei cardiologi (la guardia attiva è sempre stata richiesta, ma in senso complementare e non certo alternativo alle garanzie esistenti adesso). Volterra chiede l'intensiva a gran voce, mentre con circa 600.000 euro, e quasi con fare gattopardesco, si va a cambiare tutto per non cambiare niente, col risultato evidente, quello si, di ridurre tutto l'Ospedale in un singolo padiglione".



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