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Attualità mercoledì 24 giugno 2020 ore 18:45

Ospedale, riparte anche la chirurgia vertebrale 3D

La camera operatoria per la chirurgia vertebrale all'ospedale di Volterra

Soddisfazione dalla Fondazione Crv, con il presidente Pepi che esige dalla Ausl una risposta sul progetto per il reparto di terapia intensiva



VOLTERRA — Dopo lo stop riparte la chirurgia in 3D all’Ospedale di Volterra e ritornano i pazienti nella camera operatoria per la chirurgia vertebrale navigata computer assistita ha ripreso la sua attività.
“Una bellissima notizia, che mi riempie di soddisfazione - ha commentato Roberto Pepi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra - il macchinario fu acquistato grazie alla Cassa e alla Fondazione CRV, e dopo anni di egregio lavoro con il dott. Giuseppe Calvosa, era stato messo in un angolo rischiando di diventare obsoleto”.

Era l’ottobre del 2013 e la camera operatoria venne inaugurata alla presenza del Ministro Maria Chiara Carrozza. Da allora tante operazioni, poi l’interruzione che lascia tutta la preziosa strumentazione inutilizzata. 

“Ma grazie alle capacità dei dottori Matteo Galgani e Stefano Vallini e alla disponibilità e attaccamento al nostro presidio ospedaliero da parte del dott. Franco Carnesecchi, è stata possibile questa ripartenza - ha aggiunto Pepi -, però sono solo due gli ortopedici all’attivo in questo momento, quindi è urgente un adeguamento dell’organico per far funzionare al meglio l’intera specializzazione".

Altra questione delicata, per Pepi, quella dei posti letto. "In seguito al chiarimento di questi giorni - ha detto in proposito -, siamo confortati dal fatto che non scenderanno sotto la soglia dei cinquanta, ma ciò non è affatto un punto di arrivo, bensì di partenza. Tutti noi dobbiamo essere ambiziosi sull’Ospedale di Volterra senza accontentarci né abbassare la guardia, non possiamo certo dimenticare le tante specializzazioni che poco alla volta, anno dopo anno, sono state sottratte o smembrate, specializzazioni che sarà bene iniziare a considerare necessarie a questo territorio. Quindi, a dispetto delle mutilazioni, privazioni e umiliazioni che il presidio ha subito nel corso del tempo, è arrivato il momento di coltivare l’ambizione per il
complesso della sanità che Volterra può e deve esprimere”.

Il presidente ritorna sulla questione dei posti letto di terapia intensiva che da mesi vede la Fondazione CRV impegnata con Auxilium Vitae affinché la rianimazione diventi una realtà per l’Ospedale di Volterra: “Non possiamo e non vogliamo accontentarci di surrogati come la sub-intensiva, i mesi passati hanno dimostrato che quando arrivano queste pandemie se non c’è la rianimazione è un grosso problema. Noi abbiamo portato avanti un progetto di elevata valenza con relativo impegno finanziario, per l’attivazione di posti letto di terapia intensiva e siamo disponibili a fare la nostra parte, non è un’utopia, basta che l’ospedale collabori in sinergia con l’Auxilium Vitae". 

"Questo è un obiettivo non solo auspicabile ma fattibile - ha concluso Pepi - scritto nero su bianco nel nostro progetto, che inoltrato da settimane all’Usl aspetta ancora una risposta”.



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