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Attualità Giovedì 16 Aprile 2026 ore 07:00

Paolo Benvenuti al Persio Flacco

Paolo Benvenuti

Il regista di fama internazionale Paolo Benvenuti racconta il visibile e l'invisibile di Caravaggio, alla ricerca dei significati nascosti dell'opera



VOLTERRA — Un suggestivo viaggio dentro il visibile e l'invisibile di Caravaggio, alla ricerca dei significati nascosti dell'opera e aprendo il campo a rivelazioni che hanno stupito e fatto discutere critici e amanti dell'arte. È quello che il regista pisano di fama internazionale Paolo Benvenuti, autore di film quali Gostanza da Libbiano, Segreti di Stato e Puccini e la fanciulla, racconterà nella conferenza di domani, venerdì 17 Aprile alle 17,30, al Teatro Persio Flacco di Volterra, presieduta da Daniele Luti. 

Si intitola "La rivoluzione di Caravaggio" e parte dall'analisi di un gigantesco dipinto di Caravaggio (oltre 4 metri di altezza per 3 metri di larghezza) fresco di restauro, poggiato sul pavimento nel museo di palazzo Bellomo a Siracusa, "Il seppellimento di Santa Lucia" che il pittore aveva realizzato in soli quaranta giorni nel 1608 e che per il regista diventa un vero e proprio invito a indagare. "Così, dopo aver appreso l’intera biografia del Merisi, letto quanto pubblicato dagli storici dell’arte sulla sua pittura, ho iniziato - ha raccontato Benvenuti - a frequentare soprattutto la diagnostica dei restauratori e le loro incredibili scoperte. Ho affrontato poi testi di scienza ottica, alchemica e meccanica in uso nel Cinquecento e, apprendendo da quei testi varie metodiche dei pittori dell’epoca, ho scoperto molti segreti del loro mestiere".

Ma le opere di Caravaggio avevano qualcosa in più. "C’erano tracce nella sua pittura che le rendevano particolari. La diagnostica radiografica dei suoi dipinti rivelava infatti, oltre alla presenza di sostanze chimiche inusuali come il fosforo e l’argento, tre elementi totalmente assenti nei pittori suoi contemporanei. L’assenza di disegno preparatorio, i pentimenti in corso d’opera e delle misteriose incisioni lungo alcune parti dei modelli ritratti. Incisioni sulle quali nessuno storico dell’arte ha mai saputo dare una convincente spiegazione". ha concluso il regista anticipando le premesse della conferenza.


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