Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 18:00 METEO:VOLTERRA-0°8°  QuiNews.net
Qui News volterra, Cronaca, Sport, Notizie Locali volterra
martedì 30 novembre 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
I gessi rossi nel mezzo al Parco di Montioni in Toscana: lo scempio dell'ex cava diventata discarica (con materiali cancerogeni)

Attualità mercoledì 07 ottobre 2020 ore 07:30

​Studenti fuori sede, da 100mila a 2000 euro annui

L’assessora Luti ha spiegato come il progetto “Studiare e vivere a Volterra”, fatto dalla giunta Buselli, sia stato riorganizzato per risparmiare



VOLTERRA — Studiare e vivere a Volterra è un progetto che era stato messo in piedi dall’amministrazione Buselli quattro anni fa e che ha preso avvio nell’anno scolastico 2016/17.

Era nato per offrire la possibilità a studenti fuori sede di studiare e vivere a Volterra, pagando una retta, ma con costi sostenuti anche dal progetto, co-finanziato dal Comune e dalla Regione Toscana.

Un progetto che doveva attrarre giovani sul colle, anche da zone periferiche, per farli rimanere sulla città etrusca, magari anche a studi completati.

Un’idea ambiziosa che però quattro anni dopo non si è concretizzata. Il progetto è ai minimi storici: dai 12 studenti del primo anno (su 20 posti disponibili), ai sei del secondo (diventati quattro in corso d’opera), fino agli ultimi due che ancora resistono sul colle e arrivano dall’Elba e dalla Valdera.

Un progetto che ha avuto costi importanti, sopra i 100mila euro per i primi due anni, ridotti a 32mila nel terzo anno, in cui il posto di Alessia Dei è stato preso da Eleonora Raspi.

I costi sono ulteriormente diminuiti con la nuova amministrazione, in cui ha lavorato la nuova assessore alla scuola, Viola Luti. Adesso ammontano a soli duemila euro l’anno: “Come nuova amministrazione abbiamo continuiamo per senso di responsabilità nei confronti delle famiglie ma abbiamo apportato modifiche che ci hanno permesso un risparmio incredibile”.

La riduzione da 32mila a duemila come è avvenuta? “Nell’anno 2019-20 i due ragazzi hanno avuto pranzi pagati dalle scuole, buoni supermercati per colazioni e cene e poi siamo intervenuti noi come Comune pagando i restanti pasti (colazioni e cene) non coperti dai buoni. In totale abbiamo speso duemila euro. L'accordo che ho formulato io prevedeva copertura 7 giorni su 7 e dalle 17 alla mattina quindi senza costi di personale. Dalle 14 alle 17 i ragazzi stanno a scuola, come l’anno prima. Siamo riusciti a rimborsare le rette anticipate dalle famiglie nei mesi del lockdown. I costi sono stati abbattuti anche grazie alla collaborazione dell’Accademia Manga".

Infine quest’anno, il 2020-21: “I due ragazzi sono maggiorenni e le famiglie hanno chiesto di poter far affittare casa da soli. La scuola offre i pranzi, ci sono i buoni spesa e noi come Comune paghiamo i restanti pasti, mettendo a disposizione 1000 euro” ha concluso Luti.

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Nelle ultime 24 ore altri 6 pomarancini sono risultati positivi al coronavirus. Gli altri due casi in altrettanti Comuni del territorio
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Gianni Micheli

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

CORONAVIRUS

Politica

Attualità

Attualità