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venerdì 19 luglio 2019

Attualità sabato 16 marzo 2019 ore 10:02

Testa Lorenzini, appello dell'Accademia

Anche l'Accademia dei Sepolti chiede che il prezioso reperto etrusco, acquisito dallo Stato, torni a Volterra come voluto dal maestro Lorenzini



VOLTERRA — "L’Accademia dei Sepolti esprime il proprio disappunto nell’apprendere dai mezzi di comunicazione che il Ministero per i Beni Culturali, di proprio arbitrio, ha stabilito la definitiva collocazione della testa cosiddetta “Lorenzini” presso il Museo Archeologico di Firenze.

Tale modo di agire – come già sottolineato dal sindaco di Volterra – costituisce un atto di grave noncuranza ed arroganza da parte delle Istituzioni pubbliche le quali, anziché rapportarsi ai territori di riferimento con spirito di ascolto costruttivo, si impongono con sconcertante autoritarismo.

Senza ritornare sulle tristi vicende giudiziarie che hanno coinvolto gli eredi Lorenzini nell’attribuzione di possesso, è doveroso in questa sede sottolineare anche che la stessa denominazione “Testa Lorenzini” avrebbe potuto continuare ad avere un suo valore, qualora il reperto fosse rimasto nella città alla quale il compianto maestro Lorenzo Lorenzini l’aveva destinata per valorizzare il Museo Etrusco Guarnacci, di comune accordo con l’allora direttore e Consolo della nostra Accademia, prof. Enrico Fiumi.

A questo punto, stante l’improvvida decisione del Ministero, continuare a qualificare l’antico manufatto con il nome dei Lorenzini non fa altro che acuire ed aggravare l’onta nei confronti di questa nostra Città, rinnovando un atteggiamento predatorio non molto diverso, mutatis mutandis, da quello dei tremendi saccheggi del 1472 e del 1530.

Sfugge completamente a questa Accademia la ratio di una simile decisione che si oppone ai più moderni indirizzi in materia di politiche culturali, i quali tendono sempre più a mantenere vivo e dinamico il rapporto tra le opere ed il territorio di provenienza, come nei recenti casi dei Bronzi di Riace, del Satiro di Mazara e dei Bronzi dorati di Cartoceto, solo per citarne alcuni.

Ci piace anche ricordare al Signor Ministro che la nostra Città, precorrendo i tempi futuri, si fregia fin dal lontano 1761, grazie alla munificenza di mons. Mario Guarnacci, del primo museo pubblico dell’Italia preunitaria: a maggior ragione dunque Volterra avrebbe avuto ed ha di fatto tutti i titoli ed i requisiti per poter mantenere in loco il proprio straordinario patrimonio, senza che enti o agenti esterni intervengano per impoverirlo... ribadiamo anzi che Volterra, come ha già dimostrato, è finanche in grado di accogliere e conservare con adeguata cura siti e beni archeologici di proprietà statale.

Chiudiamo ricordando anche quanto mons. Guarnacci raccomandò al Granduca Pietro Leopoldo nel 1773: allorché il sovrano visitò il museo del Guarnacci, rimanendo estasiato dalla sagacia del prelato volterrano, questi lo invitò a dare esatta esecuzione alle proprie volontà testamentarie, di lasciare cioè il Museo e la Biblioteca a vantaggio dei propri concittadini, ricordandogli anche che trasferire i suoi beni archeologici e librari nella capitale del Granducato (Firenze) non avrebbe portato a quella nessun giovamento, mentre sarebbe stato di grave danno alla patria Città etrusca da cui erano stati tratti. Alla luce di quanto sopra, è nostro auspicio che il Signor Ministro riveda le proprie decisioni anche a seguito di un incontro con le istituzioni locali che sarebbe ora quanto mai opportuno per una doverosa concertazione.

Accademia dei Sepolti - Volterra"



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