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Lavoro giovedì 28 maggio 2015 ore 05:45

Smith: "la partita non è chiusa ma neanche vinta"

Sindaci e sindacati al tavolo e sotto i lavoratori fuori dal Mise

Per capire cosa accadrà allo stabilimento di Saline di Volterra bisognerà aspettare fino a metà giugno. Va avanti il presidio fuori dalla fabbrica



ROMA — Una situazione delicatissima. Da un lato la buona notizia della volontà dell'azienda di presentare un piano che tenga in vita lo stabilimento. Dall'altro lo spauracchio dei licenziamenti, degli esuberi, del ridimensionamento, del tempo che scorre, del mercato. Sono questi i due volti della vertenza della Smith Bits di Saline di Volterra dopo il tanto atteso vertice al Ministero con l'amministratore delegato Giuseppe Muzzi, le sigle sindacali, le rsu, i sindaci, la Regione Toscana e il Mise, con la dottoressa Manuela Gatta che ha presieduto il tavolo.

I 193. I lavoratori nella giornata di ieri, 27 maggio, hanno affrontato una trasferta romana per far sentire la loro voce fuori dal Mise, dove si teneva il primo confronto al tavolo nazionale. Partiti da Saline al mattino con 3 autobus insieme ad alcuni cittadini per rientrare dopo la mezzanotte. Mentre gli altri sono rimasti al presidio, aspettando buone notizie.
I dipendenti della Smith non hanno visto il sole a Roma: sotto una pioggia battente hanno atteso per oltre un'ora che dalla porta del Ministero dello Sviluppo Economico arrivassero novità. Cantando l'inno d'Italia, composti, di fronte al cordone di Polizia disposto per l'arrivo dei manifestanti. Quando poi sono usciti, dopo le 18, i sindaci, le rsu ed i sindacati li hanno 'accerchiati' per ascoltare dalla loro voce quanto riferito dall'ad.

LE RAPPRESENTANZE SINDACALI. "I vertici dell'azienda hanno confermato quanto detto da Confindustria all'Unione industriali - ha spiegato il segretario provinciale della Cgil pisana Gianfranco Francese all'uscita dal confronto - hanno accettato la nostra richiesta di valutare un percorso che non porti alla chiusura dello stabilimento e che valuti gli ammortizzatori sociali, confermando che stanno lavorando ad un piano industriale. Abbiamo chiesto che lo presentino quanto prima e in base al contenuto, anche il Ministero e tutte le istituzioni dovranno giocare la loro parte". "Rispetto alla chiusura netta del 5 maggio è un passo avanti - ha concluso - la mobilitazione e la lotta li hanno indotti a fare una riflessione. Non è chiusa la partita, ma non è neanche vinta". 
"Andrà verificato il piano industriale, ma il percorso del tavolo di oggi può andare in una direzione positiva e ci sono le possibilità di scongiurare la chiusura - ha affermato la rsu Andrea Pagni - questo naturalmente va inserito nel quadro generale del ridimensionamento di gruppo Schlumberger con 20mila esuberi ed una crisi legata al calo del prezzo del petrolio". Il presidio permanente davanti alla fabbrica quindi continua, almeno fino alla valutazione del piano industriale.

LE ISTITUZIONI. L'assessore regionale Gianfranco Simoncini ha espresso "apprezzamento perchè l'azienda sta riflettendo sul ritiro della mobilità e sulla presentazione di un piano che dia futuro". "In questo senso è stata accolta la richiesta delle istituzioni e dei sindacati, ma il nostro giudizio è sospeso in attesa del piano - ha aggiunto - entro il 15 giugno ci ritroveremo qui al Ministero e l'azienda ci dirà cosa intende fare. Deve essere concesso tempo sia se l'azienda continuerà ad essere sul territorio, come noi ci auguriamo, sia se questo malauguratamente non avvenisse per trovare soluzioni alternative". "E' importante aver ottenuto il tavolo ministeriale - ha concluso - perchè un'azienda che si prende impegni in questa sede li prende di fronte alla Repubblica Italiana". 
Per il sindaco di Volterra Marco Buselli che ha partecipato all'incontro insieme all'assessore Gianni Baruffa, "l'aspetto positivo è che non c'è stata alcuna rottura e si è avviato un percorso di dialogo, anche se sarà un percorso faticoso". "Aspettiamo i contenuti veri del piano - ha aggiunto - ma i tempi sono brevi e abbiamo chiesto all'azienda di fare le sue valutazioni in fretta ma di farle bene".
Il sindaco di Pomarance Loris Martignoni, che ha partecipato al tavolo insieme al collega di Montecatini Val di Cecina Sandro Cerri, non nasconde la delusione "perchè la procedura di mobilità non è stata sospesa". "Aspettiamo il business plan, ma a mio giudizio l'azienda non ha aperto grandi prospettive - ha aggiunto - ho trovato nei vertici un atteggiamento molto operativo e manageriale e mi auguro che ci sia una volontà effettiva di presentare un piano serio che, come chiesto dai sindacati, non sia a breve termine e che prevederà, in base ai volumi di mercato, la possibile occupazione in questo settore, in relazione anche al tipo di scalpello prodotto". "Mi auguro - ha concluso - che ci sia una reale volontà dell'azienda di andare anche oltre le condizioni di bilancio, di produzione, di business che ci sono state illustrate".

DA ROMA ALL'EUROPA. Antonio Tajani, Vicepresidente del Parlamento europeo, ha presentato una interrogazione alla Commissione europea sulla vertenza. Chiede "alla Commissione europea se essa prevede iniziative atte a salvaguardare i livelli occupazionali e produttivi dello stabilimento di Saline, in linea con l'obiettivo di reindustrializzazione in Europa" e se si intendano "avviare le stesse procedure messe in atto per evitare la chiusura dello stabilimento di Tenneco a Gijon", in Spagna.
Tajani, oltre ad aver manifestato la volontà di chiamare a Bruxelles l'amministratore delegato e presidente del gruppo Schlumberger che controlla la Smith, Paal Kibsgaard, sarebbe al lavoro per preparare una 'task force europea' sulla vertenza. Anche altri europarlamentari italiani di vari schieramenti si sono interessati alla vicenda di Saline.

LA POLITICA. La senatrice del Movimento 5 stelle in Commissione Lavoro, Sara Paglini, che ha fatto visita ai lavoratori fuori dal Mise, auspica "che venga subito ritirata la procedura di mobilità". "Vogliamo che vengano garantiti tutti i posti di lavoro - aggiunge - non possiamo permettere lo smantellamento del tessuto industriale del nostro Paese e lo smantellamento dei nostri territori. Ci vogliono risposte certe e definitive".
Per Ivan Ferrucci, capogruppo Pd in Regione Toscana e candidato al Consiglio regionale sulla Smith "si apre uno spiraglio che dà speranza a una vicenda difficile e dolorosa". "Il risultato fin qui conseguito è stato ottenuto grazie all'unità e alla mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini della Valdicecina - aggiunge - bisogna andare avanti con determinazione e compattezza, come si è fatto finora". 
Il candidato governatore della Lega Nord Claudio Borghi Aquilini "nel gioire con gli operai per il riaccendersi della speranza, raccomanda di non abbassare la guardia: finché non si risolveranno le cause profonde della delocalizzazione e della deindustrializzazione i posti di lavoro saranno sempre a rischio".

Alessandra Siotto
© Riproduzione riservata

I lavoratori protestano davanti al Ministero


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